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Bilderberg 2015: jammer e carcere, ma solo per giornalisti non invitati

Nonostante l'apparente voglia di trasparenza, il gruppo Bilderberg appare ancora molto legato alla propria "privacy" tanto che attorno all'Hotel InterAlpen, dove le riunioni segrete proseguiranno fino al 14 giugno 2015, è stata delineata una zona di divieto di accesso e una no-fly zone. Inoltre, a qualcuno è venuto il dubbio che siano stati piazzati dei Jammer, cioè dei disturbatori di radiofrequenza. Per i giornalisti che violano la riservatezza del gruppo Bilderberg c'è anche il carcere, tranne ovviamente per quelli inviati alle riunioni.

Da un paio d'anni il gruppo Bilderberg ha adottato come strategia comunicativa quella di pubblicare la lista dei partecipanti agli incontri e i temi che verranno affrontati, per cercare di dimostrare probabilmente che non esiste niente di nascosto dietro queste riunioni segrete. Nonostante questa apparente voglia di trasparenza i partecipanti al Bilderberg appaiono comunque molto ben protetti dal punto di vista delle telecomunicazioni. Secondo il sito americano Infowars, infatti, il gruppo Bilderberg potrebbe aver fatto installare nei pressi dell'Hotel InterAlpen, dove le riunioni a porte chiuse proseguiranno fino al 14 giugno 2015, dei disturbatori di radiofrequenza. I cosiddetti Jammer, infatti, sono in grado di eliminare il segnale cellulare (ed internet) in un raggio che può variare da qualche metro ad anche diversi chilometri a seconda del sistema di impianto. I giornalisti di Infowars hanno quindi fatto notare l'antenna eretta sopra il tetto dell'hotel dove si riuniscono i partecipanti del gruppo Bilderberg e quella piazzata nella foresta che circonda la costruzione, alta tanto quando un albero secolare. Inoltre, hanno filmato un camioncino situato nei pressi dell'albergo di proprietà del Ministero federale dei Trasporti e della Tecnologia austriaco con a bordo un altro tipo di antenne. Intervistati alcuni abitanti del luogo, questi avrebbero confermato che la copertura cellulare nella zona intorno all'hotel era morta da quando era stata eretta l'antenna in mezzo alla foresta. Da qui, quindi il dubbio che queste antenne potrebbero essere in realtà dei Jammer, anche perché alcuni giornalisti hanno lamentato l'impossibilità a trasmettere i propri servizi se si è troppo vicini all'Hotel InterAlpen. Il problema consiste nel fatto che i Jammer sono "illegali" in tutta la Comunità europea poiché provocano una "interruzione non autorizzata" di una telecomunicazione. Ovviamente, il divieto è valido per i cittadini privati mentre Forze di Polizia, Enti Governativi e Militari possono fare uso dei Jammer, ma solo in caso di permessi speciali. Se davvero venisse confermato l'utilizzo dei Jammer per disturbare le comunicazioni attorno all'area dell'hotel in cui si riuniscono i Bilderbergers, la domanda successiva sarebbe: chi ha emesso e per quale motivo il "permesso speciale" ad usare tale tipo di sistema? E a spese di chi?

La riservatezza dei partecipanti al Bilderberg 2015, comunque, è tutelata anche dal fatto che la polizia austriaca ha emesso un divieto di accesso che comprende l'intera area esterna dell'Hotel InterAlpen ma anche la strada principale e sentieri che dalla cittadina di Buchen portano all'albergo. Inoltre, il divieto si estende anche alle registrazioni audio e video effettuate all'interno di tale zona. Dulcis in fundo, è stata emanata anche una no-fly zone di circa 30 miglia che vieta a droni, aerei, deltaplani e parapendii di sorvolare la zona entro la quale i partecipanti al Bilderberg 2015 potranno quindi muoversi liberalmente, lontani da occhi indiscreti. Tale decisione è stata forse adottata poiché negli scorsi anni diversi Bilderbergers sono stati ripresi mentre passeggiavano o facevano jogging tra una riunione segreta e l'altra. Chiunque venisse sospreso all'interno di tale zona di sicurezza rischierà una multa fino a 500 euro e persino il carcere fino a 15 giorni.

C'è chi si domanda quindi quanto sia lecito che un giornalista debba affrontare il carcere per tentare di svolgere il proprio lavoro, cioè documentare i motivi dietro i quali 140 tra politici (Mario Monti), esponenti della finanza e del mondo delle imprese (John Elkann, Gianfelice Rocca, Franco Bernabè) si riuniscono annualmente. Una questione che appare essere di interesse pubblico visto che nel 2010, per esempio, l'ex segretario generale della NATO e membro del Bilderberg Willy Claes ha ammesso che i partecipanti hanno il compito di attuare le decisioni politiche che vengono formulate durante l'incontro annuale. Ci sarebbe però anche un altro mondo per venire a conoscenza di ciò che si discute e si decide durante le riunioni del Bilderberg e cioè la divulgazione di queste informazioni tramite i giornalisti presenti a tali riunioni. A scorrere la lista dei partecipanti al Bilderberg 2015 si contano sulle dita di una mano i giornalisti che hanno accettato di partecipare a tali riunioni segrete, e tra questi figura anche l'italiana Lilli Gruber che come ogni reporter ha il dovere di diffondere "le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro". E' davvero possibile che in queste riunioni del gruppo Bilderberg non spunti nemmeno una notizia di "pubblico interesse" da far trapelare?

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