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Bilderberg 2013: i partecipanti per l'Italia. Gran ritorno di Mario Monti e Lilli Gruber

Pubblicata la lista dei partecipanti del Bilderberg 2013, compresi quelli italiani. Tra i membri per l'Italia, c'è il gran ritorno di Mario Monti, che forse esporrà al Bilderberg la sua "scelta civica", e Lilli Gruber, che deve essere rimasta affascinata da queste riunioni a porte chiuse dopo la sua partecipazione lo scorso anno con Enrico Letta.

Pubblicare la lista dei partecipanti, da parte del gruppo Bilderberg, appare una chiara strategia per cercare di dimostrare che dietro a quelle porte chiuse, quest'anno del Grove Hotel di Watford nel Hertfordshire (Londra, Inghilterra), non si cela quella "piovra soffocante che decide dei destini del mondo, incurante dei popoli e della democrazia", come spiegò anche l'attuale premier italiano Enrico Letta, dopo aver partecipato al Bilderberg 2012. Certo è che la segretazza delle riunioni del Bilderberg, che quest'anno si svolgerà dal 6 al 9 giugno 2013, lasciano aperti diversi interrogativi, visto che, per esempio, documenti letti ed esaminati dalla BBC e poi rilasciati da WikiLeaks svelano che già nella riunione segreta del Bilderberg del 1955, tenutosi a Garmisch-Partenkirchen, Germania Ovest, l'elite mondiale del tempo discuteva in merito alla creazione della moneta unica euro, quindi quasi 40 anni prima che l'euro fosse stato ufficialmente introdotto nel Trattato di Maastricht del 1992.

Di cosa discuterà invece il Bilderberg 2013? Ipotesi giornalistiche vogliono il gruppo indirizzato verso la creazione di nuova religione del transumanesimo, con un mondo collegato perennemente alla rete internet, tanto che lo speeker radiofonico Alex Jones vede già la possibile nascita di "Google-Berg" grazie alla vision di Eric Schmidt, assiduo frequentatore del Bilderberg che non manca neanche quest'anno all'appuntamento, insieme a Craig J. Mundie, Ceo di Microsoft. Ufficilamente, invece, i circa 140 partecipanti del Bilderberg 2013 provenienti da 21 paesi europei e nordamericani, discuteranno per esempio su "il lavoro, il diritto e il debito" e se "gli Stati Uniti e l'Europa hanno la capacità di crescere più velocemente per creare nuovi posti di lavoro". Ma anche del "nazionalismo e del populismo" e delle "principali tendenze della ricerca medica", fino ad arrivare a disquisire della "politica estera degli Stati Uniti", della "politica dell'Unione europea" e della "cyber guerra".

Se davvero il gruppo Bilderberg 2013 tratterà di questi temi, naturalmente, nessuno lo saprà con certezza, e questo nonostante l'Italia sia "rappresentata" anche da una giornalista (l'unica definita come tale nella lista ufficiale). Lilli Gruber, infatti, fa il bis (almeno ufficialmente) e, dopo la partecipazione al Bilderberg 2012, non si perderà nemmeno le riunioni al Grove Hotel. Come un giornalista possa condividere dei "segreti" con gli uomini più potenti del mondo, a capo di istituzioni pubbliche e multinazionali, non è ancora del tutto chiaro. La Carta dei Doveri sancisce infatti che "il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile. Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici. - e ancora - La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell'editore, del governo o di altri organismi dello Stato".

A far compagnia quest'anno a Lilli Gruber non sarà naturalmente Enrico Letta, poiché la sua partecipazione al Bilderberg 2013 sarebbe stata presumibilmente ritenuta dai più troppo sfacciata visto che ricopre la carica di Presidente del Consiglio. E così, forse a gran richiesta, torna un ex primo ministro italiano, Mario Monti, che forse ha deciso di partecipare al Bilderberg 2013 solo per esporre la sua idea di "scelta civica", magari da esportare nel mondo. Mario Monti, però, oltre ad essere un leader politico, è anche senatore a vita della Repubblica Italiana, tanto che c'è probabilmente chi spera che almeno quest'anno, visto che lo scorso anno non è stato fatto, qualcuno proponga una interrogazione parlamentare per comprendere non solo come mai un alto rappresentante delle istituzioni partecipa a riunioni a porte chiuse con rappresentanti di altri Stati e di compagnie private, ma anche per riferire in Parlamento di cosa si sia discusso e se e quali strategie sono state adottate al Bilderberg.

Quest'anno la delegazione italiana al Bilderberg 2013 sembra più nutrita rispetto agli scorsi anni. Oltre a Lilli Gruber e Mario Monti, e al sempre presente Franco Bernabè di Telecom, tra i partecipanti italiani al Bilderberg 2013 figurano anche Enrico Tommaso Cucchiani, Ceo di Intesa Sanpaolo, Alberto Nagel, Ceo di Mediobanca e Gianfelice Rocca, presidente di Techint Group. Grande assente, invece, quest'anno, John Elkann, presidente della Fiat.

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