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Bilderberg 2012: cosa c'era in agenda? Almeno la Siria e la Russia

Si conclude il Bilderberg 2012, ma nonostante le "porte chiuse" qualche indiscrezione trapela sempre, soprattutto se tra i partecipanti ci sono nomi eccellenti, come Bassma Kodmani del Consiglio nazionale siriano e Garry Kasparov, scacchista e oppositore di Vladimir Putin.

Anche quest'anno la conferenza Bilderberg è giunta al termine, senza che si sappia di cosa abbiano veramente discusso non solo gli imprenditori presenti ma anche e soprattutto i politici.
In Italia c'è chi si chiede per esempio in che veste Enrico Letta abbia partecipato al Bilderberg , e se le decisioni prese nel corso della conferenza segreta influiranno o meno sulla politica del Partito democratico e del Paese.
Ma mentre la stragrande maggioranza dei media nostrani è completamente disinteressata alla questione, quelli statunitensi, e non solo, qualche analisi e domanda cominciano a porsela, soprattutto dopo che il conduttore radiofonico USA Alex Jones ha sollevato una questione davvero "beffardamente" interessante.
Alex Jones si è infatti ricordato di una vecchia legge degli Stati Uniti, quasi mai applicata ma ancora in vigore, dal nome "Logan Act", che in definitiva vieta esplicitamente ad ogni cittadino statunitense di lavorare con funzionari stranieri in materia di politica senza il permesso del governo.
Il "rispolverare" il "Logan Act" ha quindi infiammato la discussione sul Bilderberg, tanto che diversi blogger e attivisti hanno suggerito l'arresto immediato dei partecipanti americani alla conferenza nonché l'avvio di un'indagine, appelli naturalmente caduti nel vuoto.
Nel frattempo, mentre le porte del Bilderberg si chiudevano, alcune analisi sul che cosa si sia dibattuto in questa 3 giorni a porte chiuse sono cominciate a trapelare.

Bilderberg e la Siria C'è chi, per esempio, non ha potuto fare a meno di notare la partecipazione al Bilderberg di Bassma Kodmani, portavoce del "Syrian National Council" (Consiglio nazionale siriano - CNS), che ha cominciato a ricoprire un ruolo di primo piano nell'opposizione contro il regime di Bashar al-Assad da quanto sono iniziate le rivolte in Siria.
La posizione del CNS, e di Bassma Kodmani, è diventata nel corso degli ultimi mesi non solo sempre più oltranzista, tanto che il Consiglio nazionale siriano si rifiuta di avviare qualunque dialogo se prima Bashar al-Assad non lascierà il potere, ma anche pro-intervento NATO, con la richiesta pochi mesi fa di avviare in Siria "una maggiore militarizzazione della resistenza locale oppure l'intervento straniero".
Intervento straniero che sembra essere sempre più vicino, soprattutto dopo il massacro di Houla , che ha causato 108 morti, tra cui molti bamabini.
La responsabilità della strage di Houla è stata imputata alle milizie filo-governative fedeli al regime di Bashar al-Assad, anche se alcuni media internazionali riportano delle testimonianze oculari che rivelerebbero come il massacro sarebbe stato perpetrato dai ribelli dell'opposizione.
Proprio il 3 giugno torna a parlare, a cinque mesi dal suo ultimo discorso pubblico, il presidente della Siria Bashar al-Assad che, intervenendo in Parlamento, nega qualsiasi coinvolgimento nel massacro di Houla ma anzi accusa le "forze straniere".
Bashar al-Assad afferma che la rivoluzione di Siria sarebbe infatti "una vera guerra orchestrata dall'estero" basata su un "piano di distruzione" ben definito, e precisa che non ci sarà nessun dialogo con quella parte di opposizione "legata con l'estero", e cioè il Consiglio nazionale siriano di Bassma Kodmani.

Bilderberg e la Russia Tra i temi in discussione al Bilderberg c'era anche il "furuto della Russia", come dichiarato anche nel programma pubblicato sul sito internet ufficiale della conferenza, e tra i partecipanti figura non solo l'ex ministro degli Esteri (dal 1998 al 2004) Igor Sergeyevich Ivanov ma anche, e soprattutto, Garry Kasparov, campione del mondo di scacchi ritiratosi nel 2005 per reinventarsi leader della coalizione che si oppone a Vladimir Putin "The Other Russia".
Nel 2007 Kasparov è stato arrestato diverse volte mentre manifestava contro la politica di Putin, ma in alcune di queste occasioni invece che protestare nella sua lingua lo scacchista stava bene attento a parlare in inglese, come se interloquisse "alla folla di altre nazioni piuttosto che a quella della Russia", come notò il Time.
Nel 1991 Garry Kasparov riceve il premio "Keeper of the Flame" dalla Century for Security Policy, un think tank americano la cui filosofia si riassume nel concetto di "pace attraverso la forza" e nella "convinzione che il potere americano deve essere conservato perché riveste un ruolo globale unico per il mantenimento della pace e della stabilità".
Proprio per questo, Garry Kasparov è da molti osservatori considerato come il classico "uomo degli americani", necessario per disinnescare e destabilizzare il potere di Putin.

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