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Tavolazzi: qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio Associati?

Dopo che Beppe Grillo dirama le regole per le candidature del MoVimento 5 Stelle alle politiche 2013, Valentino Tavolazzi, il "grande espulso" denuncia che questa sarebbe "un'operazione verticistica", che non esisterebbero "garanzie di controllo e trasparenza sulle operazioni di voto e sui risultati elettorali, gestite dalla Casaleggio Associati" e si domanda: "Qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio?".

Le regole dettate da Beppe Grillo in merito alle candidature nel MoVimento 5 Stelle per le elezioni politiche 2013 non sono piaciute proprio a tutti gli attivisti, tanto che alcuni, come da commenti sul blog, cominciano ad avere il timore che il M5S stia "diventando un partito con la sua NOMENKLATURA" e a chiedersi "qual è la differenza tra le liste preparate dai vecchi partiti e dal M5S dato che saranno bloccate in egual maniera impedendo di fatto la libera scelta dei candidati". Beppe Grillo, infatti, oltre a dire "io devo essere il capo politico" , comunica quelle regole che più di un attivista ha definito come "calate dall'alto".

Chi può essere eletto quindi nel MoVimento 5 Stelle secondo tali regole?
"Chiunque abbia già fatto una lista (...) che poi non sono stati eletti e si sono candidati - spiega il capo politico del M5S nel comunicato politico numero 53 - Quindi chiunque sia stato iscritto a una lista comunale o regionale può candidarsi". Tutti gli altri, sono esclusi. Eppure, nel comunicato politico numero 45 era lo stesso Beppe Grillo a specificare che "ogni iscritto al M5S incensurato, non iscritto ad alcun partito, che non ricopra al momento delle elezioni cariche elettive (ad esempio consigliere comunale o regionale) o non abbia esercitato due mandati, anche se interrotti, potrà candidarsi". Ma non solo. Tra le Regole per candidarsi e votare per le liste del MoVimento 5 Stelle alle politiche 2013 viene anche sancito che "sarà possibile votare fino a tre candidati della propria circoscrizione di residenza" mentre in precedenza veniva spiegato che "ogni iscritto potrà votare un solo candidato".

Ma se la regola dei "due mandati anche se interrotti" (il che andrebbe a penalizzare in primis Giovanni Favia) rimanda ad un'altra polemica interna al MoVimento 5 Stelle, le norme sulle candidature alle politiche accendono nuovamente il dibattito sulla "democrazia interna" e sul valore del tanto sbandierato "uno vale uno".

Valentino Tavolazzi, il "grande escluso" dal MoVimento 5 Stelle, non ci gira troppo intorno al problema e in un post sul sito della sua lista civica "Progetto per Ferrara" scrive: "Le regole per le candidature del M5S alle politiche 2013, sono state calate dall'alto, decise dallo staff con un comunicato politico sul blog, in assenza di confronto con gli iscritti e di votazioni". Tavolazzi ricorda che questa è quindi "un'operazione verticistica, che vìola l'art. 4 del Non Statuto e che ha escluso i tanti gruppi M5S sul territorio, gli attivisti non candidati e che pare non prevedere possibilità di condivisione e discussione - denunciando - Non esistono, inoltre, garanzie di controllo e trasparenza sulle operazioni di voto e sui risultati elettorali, gestite dalla Casaleggio ed Associati, che non di rado ha censurato post o commenti nel blog e nel portale". Tavolazzi dice quello che probabilmente, dopo aver letto le regole comunicate dal capo politico Beppe Grillo, avranno pensato in molti, e cioè che "in Parlamento andranno i nominati cinque stelle, appartenenti ad una lista chiusa di candidati", affermando che "con una mossa, Casaleggio ha deciso di non utilizzare alcun processo democratico per la selezione dei candidati, un principio fondante del M5S. Attingendo dall'archivio delle liste M5S, egli ha scelto, senza consultare gli iscritti, di bloccare la candidatura a cittadini M5S".

A qualcuno, leggendo le parole di Tavolazzi, saranno forse tornate alla mente quelle di Giovanni Favia nel fuorionda di La7, quando spiega al giornalista, riferendosi a Gianroberto Casaleggio: "Adesso vediamo chi manda in Parlamento, perché io non ci credo alle votazioni on-line, lui manda chi vuole lui".

Valentino Tavolazzi prosegue duramente: "Ancora una volta Casaleggio infrange il non statuto, che 'riconosce alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi'. Gli episodi rivelatori della concezione proprietaria ed anti democratica che egli ha del Movimento sono frequenti ed inquietanti. Come lo sono la violenza ed il cinismo impiegati per umiliare persone che sul territorio hanno dato tantissimo e che da anni contribuiscono alla crescita del Movimento (si pensi ai vergognosi post dedicati a Defranceschi, a Salsi, oppure alle regole ad personam contro Favia o all'espulsione di intere liste senza spiegazioni). Casaleggio dimostra di voler utilizzare lo 'spirito' del Movimento come un prodotto da vendere all'elettorato". Tavolazzi prosegue sottolineando quindi come "ci ritroviamo in un Movimento che (...) calpesta i più basilari principi democratici, diramando comunicati politici pensati da una manciata di persone sconosciute. Un Movimento definito come 'senza leader' che scopre oggi di avere un 'capo politico', che delegittima ed umilia persone che hanno dedicato anima e corpo ad un progetto in cui si identificavano".

Valentino Tavolazzi infine rivela che agitando "l'alibi del ritardo si danno quattro giorni per accettare una candidatura al Parlamento, graziosamente offerta tramite mail personale a firma dello staff. Tra i destinatari c'è anche chi in passato era stato messo in lista per fare numero, ma da anni non partecipa all'attività del M5S e magari sostiene altre formazioni politiche" e si chiede preoccupato da una parte se "è questo il rinnovamento promesso nelle piazze da Beppe Grillo" e dall'altra "qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio". La risposta, potrebbe forse pensare qualcuno, potrebbe essere in quel visionario scenario che spiega nel dettaglio, addirittura fino al 2054, "Il futuro della politica" immaginato dalla Casaleggio Associati.

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