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Pizzarotti vieta vendita alcol in Centro Parma. Torna proibizionismo?

E' polemica riguardo una ordinanza emanata dal sindaco grillino Francesco Pizzarotti, che ha emesso un "divieto di vendita di alcolici" dal 24 luglio al 30 settembre nel Centro di Parma. Qualcuno parla già di "proibizionismo", mentre le associazioni di categoria protestano.

Comincia a far discutere l'ordinanza del sindaco grillino Francesco Pizzarotti, che ieri 24 luglio ha emesso una "ordinanza di divieto di vendita di alcolici" valida fino al 30 settembre 2012. L'obiettivo dell'ordinanza è "porre riparo alle problematiche derivanti dall'abuso di alcool e dalla possibile rottura di contenitori di bevande in vetro (fonte di degrado e di pericolo per l'incolumità delle persone)" ed i "fenomeni che intende contrastare sono riconducibili alla presenza di un considerevole numero di bar, esercizi commerciali ed esercizi artigianali alimentari e, conseguentemente di una forte aggregazione di persone, tale da rendere estremamente difficili anche le operazioni di controllo da parte delle forze di Polizia". L'Ordinanza trova la sua applicazione "nel comparto D'Azeglio (comprendente oltre via D'Azeglio anche, B.go Marodolo, Strada Inzani, P.le Inzani, Strada Imbriani, P.le Bertozzi, B.go P. Cocconi, B.go P.A. Bernabei e P.le S. Croce fino alla confluenza con Via Kennedy), nonché in P.le della Pace, Strada Garibaldi e Piazza Ghiaia", e comprende il divieto dalle ore 21:00 alle ore 07:00 del giorno successivo di vendere per asporto, e in alcuni casi anche per il consumo sul posto, bevande alcoliche in qualsiasi contenitore nonché bevande di qualsiasi specie in contenitori di vetro.
Sul sito del Comune di Parma è pubblicata l'Ordinanza (numero 2012-22, Protocollo 123586) dove si può trovare nel dettaglio chi può vendere cosa e a quali condizioni, anche se a qualcuno forse avrà fatto sorridere leggere che, per esempio, alle pizzerie da asporto è permessa la "vendita di bevande alcoliche purché essa avvenga contestualmente alla vendita dei beni alimentari di produzione propria esclusivamente per il consumo immediato all'interno dei locali". Ma se la pizza è da asporto, potrebbe chiedersi qualcuno, il cliente dovrà quindi, per esempio, bersi la birra (oppure una bottiglia di acqua in vetro) in piedi nel locale e poi mangiarsi la pizza a casa? L'ordinanza del sindaco del MoVimento 5 Stelle è stata accolta con entusiasmo da alcuni ma molto criticamente da altri, tanto che qualcuno comincia già a parlare di "proibizionismo" , come testimonia una foto pubblicata dalla Gazzetta di Parma.
E mentre su Facebook nasce già il gruppo "salviamo la movida a Parma", sul sito del Comune l'assessore alle attività produttive, commercio e turismo Cristiano Casa precisa che l'ordinanza è nata dopo un "lungo confronto" con Fiepet Confesercenti Parma, ASCOM, tre titolari di pubblici esercizi di via D'Azeglio e il titolare di Edicta (agenzia incaricata dai pubblici esercizi di gestire le serate di Movida organizzata) che non avrebbero sollevato problematiche all'idea di "vietare la vendita per asporto di alcolici". Il 24 luglio però in una nota Fiepet Confesercenti precisa di non aver "mai discusso né approvato tali provvedimenti, proprio perché già sperimentati con scarsi risultati negli anni scorsi; aggiungiamo che il testo dell'ordinanza stessa è arrivato in Confesercenti questa mattina, senza la richiesta di alcun parere preliminare o consultivo da parte nostra". La Fiepet Confesercenti sottolinea poi un altro curioso aspetto dell'ordinanza, dove "sembra che i ristoranti e i bar che hanno tavoli esterni debbano comunque servire le bevande in bicchieri di plastica anche ai pasti, il che francamente è surreale". In effetti, nell'ordinanza si legge che "ai titolari o gestori di attività di somministrazione di alimenti e bevande (...) negli spazi esterni di propria pertinenza la somministrazione di tutti i tipi di bevande deve avvenire solo in contenitori di plastica".

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