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Nel nome di Beppe Grillo, che provò a "brevettare" DIO

Beppe Grillo promette cosa non succederà "nel suo nome" una volta che il MoVimento 5 Stelle sarà in Parlamento. Non dieci ma ventotto punti per il capo politico del M5S che nel 2003 fece domanda per brevettare la parola DIO, naturalmente "riprodotta in qualsiasi colore e dimensione".

Beppe Grillo promette cosa non succederà "nel suo nome" se, sembra di capire, il MoVimento 5 Stelle governerà il Parlamento. Ventotto punti di tutto rispetto, ventotto promesse che il capo politico del MoVimento 5 Stelle fa a nome dei suoi. Pare infatti ormai inutile continuare a parlare di "democrazia interna" nel MoVimento 5 Stelle. Sembra sempre più chiaro che sarà Beppe Grillo a tracciare la linea (almeno a livello nazionale), mentre i suoi portavoce (appunto) dovranno solo seguire il filo. Molti grillini giustificano questo modus operandi con il fatto che d'altronde Beppe Grillo dice cose condivisili dai più, soprattutto da una Italia sull'orlo della crisi, anche di nervi.

Come non essere infatti solidali con Beppe Grillo quando annuncia che: "Non nel mio nome i rifugiati politici saranno più trattati come bestie; non nel mio nome l'Italia parteciperà alle guerre altrui come in Afghanistan o in Libia; non nel mio nome sarà ancora permesso il falso in bilancio; non nel mio nome l'Italia non avrà una legge contro il conflitto di interessi; non nel mio nome l'Italia non avrà una legge anticorruzione; non nel mio nome sarà più eletto alla presidenza del Consiglio chi non ha avuto una legittimità popolare; non nel mio nome esisterà ancora Equitalia o la RAI sarà più gestita dai partiti".

Qualcuno naturalmente potrebbe però non comprendere perché sull'euro Beppe Grillo non si sbilanci ed invochi invece la consultazione popolare, mentre non fa lo stesso per esempio sul finanziamento pubblico dei giornali (non chiarendo oltretutto chi deciderà quali hanno "fatto della menzogna un'arte?"). Insomma, nella desolazione in cui versa l'Italia quelli che sembrano i bei propositi di Beppe Grillo assomigliano certamente ad un oasi verso cui dirigersi (nella speranza che non si tramutino in miraggi). Ma in una democrazia, soprattutto in quella diretta a cui dovrebbe ispirarsi il MoVimento 5 Stelle, non pare accettabile e neanche augurabile che qualcuno abbia, in qualunque campo (soprattutto in politica) una supremazia rispetto agli altri.

Senza contare che, anche se tradotto in inglese, leggere che il capo di un movimento politico detti delle "leggi" nel suo nome può fare certamente a qualcuno una certa impressione. Soprattutto sapendo che nel 2003 Beppe Grillo provò a brevettare la parola "DIO" "scritta in stampatello, riprodotta in qualsiasi colore e dimensione", come si legge nell'Ufficio italiano brevetti e marchi. Domanda di registrazione del "marchio", per fortuna, respinta.

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