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La Cosa Beppe Grillo streaming, M5S su rimborsi campagna elettorale

In diretta streaming su La Cosa di Beppe Grillo, l'incontro dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle, durante il quale si è chiesto chiarimenti "per le spese già fatte per la campagna elettorale".

Oggi si è svolta la riunione, presso l'hotel Saint John di Roma, dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle. L'incontro è stato trasmesso via streaming sulla web radio-tv La Cosa, dove tutti hanno potuto assistere alla presentazione in tre minuti dei deputati e senatori M5S, in uno stile che qualcuno su Twitter ha definito "da provino del Grande Fratello". A parte le tante buone intenzioni, durante tale incontro i parlamentari 5 Stelle non sono entrati nelle specifico di come intendono realizzare le proposte presentate in campagna elettorale. Si sono invece soffermati, per esempio, nel chiedere se i cosiddetti "portaborse" potranno essere scelti o meno tra amici e familiari, aprendo poi anche un capitolo "rendicontazioni". Chi teneva in mano il microfono, rispondendo ad una domanda fatta dai parlamentari 5 Stelle, ha infatti reso noto: "Per le spese già fatte per la campagna elettorale fate riferimento ai vostri delegati di lista, i quali sono già informati di tutti gli adempimenti, hanno già ricevuto tutta la documentazione ed entro 90 giorni dalla elezioni devono fare il deposito...".

Poche parole che hanno fatto sorgere qualche dubbio a chi stava seguendo (ancora) la diretta via streaming su La Cosa dell'incontro dei neoeletti 5 Stelle. "Non si è detto no rimborsi?" si domanda infatti sulla chat de La Cosa giovanni pasquale, che insiste: "qua parlano di rimborsi....mi spiegate?". "Rimborso spese elettorali? ma mi avete preo per il c..?" chiede quindi Roberto Garzeni, mentre Michele Cortopassi osserva: "Senza alcuna polemica, serverebbe un chiarimento sui rimborsi elettorali che si sono nominati durante la riunione, grazie e in bocca al lupo?". Anche guido merenda appare dubbioso: "Ho visto la diretta dell'incontro M5stelle ed ho sentito che alcuni chiedevano per i rimborsi per spese elettorali".

Nel Programma depositato al Viminale dal MoVimento 5 Stelle, nella parte Stato e cittadini, non si fa menzione ai rimborsi elettorali, mentre si specifica che si intende proporre che lo stipendio parlamentare debba essere "allineato alla media degli stipendi nazionali". Ed infatti, il "Codice di comportamento degli eletti del MoVimento 5 Stelle" stabilisce che "l'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5mila euro lordi mensili" e che "il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato)". Sempre nel Programma M5S viene proposta "l'eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo". Per il momento, comunque, i deputati ed i senatori del MoVimento 5 Stelle "avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo". Qualcuno, in questi giorni, ha già fatto due calcoli, ed ipotizza che alla fine il parlamentare 5 Stelle, tra stipendio, diaria e rimborsi vari, potrebbe portarsi a casa circa 11mila euro al mese, rispetto ai circa 13mila degli altri deputati. Altri invece si cominciano a domandare se il calcolo contributivo ai fini pensionistici dei parlamentari 5 Stelle verrà invece effettuato sull'ammontare totale o meno dello stipendio. Tutti quesiti che avranno probabilmente una risposta certa quando arriverà la prima "busta paga" dei parlamentari 5 Stelle, perché ovviamente tutti si aspettano che sarà pubblicata online.

Durante la riunione del MoVimento 5 Stelle a Roma, però, si è parlato di spese effettuate dai candidati in campagna elettorale, il cui rimborso dovrà essere chiesto previa documentazione da depositare entro 90 giorni. Ma dove e a chi? Come si è letto dai commenti, qualcuno si è preoccupato del fatto che i "grillini" stesso chiedendo delucidazioni per ottenere i rimborsi elettorali, a cui Beppe Grillo da sempre ha detto di voler rinunciare. A bene vedere, la legge 6 luglio 2012, n. 96, non sembra in realtà permettere la richiesta (anche volendo), da parte del MoVimento 5 Stelle, dei rimborsi elettorali, visto che all'articolo 5 comma 1 si stabilisce: "I partiti e i movimenti politici, ivi incluse le liste di candidati che non siano diretta espressione degli stessi, qualora abbiano diritto ai rimborsi per le spese elettorali o ai contributi di cui alla presente legge, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi in copia al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei deputati entro quarantacinque giorni dalla data di svolgimento delle elezioni. L'atto costitutivo e lo statuto sono redatti nella forma dell'atto pubblico e indicano in ogni caso l'organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio e l'organo responsabile per la gestione economico-finanziaria. Lo statuto deve essere conformato a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti".

Il MoVimento 5 Stelle, invece, teoricamente è una non Associazione con un non Statuto, anche se in realtà nel Programma depositato al Viminale si legge che Beppe Grillo si presenta come "Presidente e legale rappresentante del MoVimento 5 Stelle, con sede in Genova, via Roccatagliata Ceccardi n.1/14, codice fiscale 95162920102". Anche per via di questi fattori, Pier Luigi Bersani rivela che tra i primi provvedimenti del nuovo governo (se mai vedrà la luce) ci dovrà essere anche una riforma dei partiti .

Nel corso dell'incontro a Roma, i parlamentari però probabilmente non stavano parlando dei rimborsi elettorali elargiti dallo Stato. Forse, i "grillini" chiedevano semplicemente chiarimenti su come avere i rimborsi da quel fondo aperto sul sito del MoVimento 5 Stelle dove Beppe Grillo chiedeva donazioni (con l'obiettivo di raggiungere 1 milione di euro): "Per pagare le spese legali (che al momento ammontano già a 120.000 euro per i due studi legali che ci assistono da luglio e senza i quali non avremmo avuto nessuna possibilità di partecipare alle elezioni, né di riuscire ad avviare la raccolta firme in così breve tempo), per la promozione del M5S nel periodo pre elettorale, per la mia tournée non-stop che partirà subito dopo la Befana fino alle elezioni per tutta Italia, per organizzare eventi nazionali e per fornire ogni supporto on line agli attivisti". Beppe Grillo prometteva inoltre: "Ogni spesa sarà documentata e l'eventuale residuo sarà destinato al conto corrente per i terremotati dell'Emilia. Chi vorrà, inserendo i suoi dati, potrà essere visibile nella lista dei donatori". Se i parlamentari 5 Stelle stessero parlando di rimborsi da ottenere tramite questo fondo, non è dato sapere. Quel che è certo è che ad oggi, 4 marzo 2013, alla voce "Spese sostenute" risultano pubblicate 559.153,00 euro di donazioni ma zero spese sostenute. E nessuna lista dei donatori, tanto che qualcuno forse potrebbe cominciare a chiedere una maggiore trasparenza anche in merito a tale fondo, e su chi lo gestisce.

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