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L'attacco da Anonymous è vero: blog Beppe Grillo no è Il Giornale sì?

Chi ha reso inaccessibile, il blog di Beppe Grillo? Beppe Grillo dice che non sono stati gli Anonymous, gli Anonymous dicono che sono stati loro , ma una parte non condivide l'iniziativa perché gli hacker non attaccano "media e blog". Ma ad essere colpiti dagli dagli Anonymous in passato sono stati anche sito de Il Giornale e il Wall Street Journal.

Chi ha attacco il blog di Beppe Grillo? Fino a circa mezzanotte e mezza del 9 giugno, cioè questa notte, sul blog ufficiale degli Anonymous c'era questa rivendicazione , che annunciava l'attacco al blog Beppe Grillo, non raggiungibile dalle ore 15:40 dell'8 giugno.
Oltre al blog di Beppe Grillo, sono rimasti colpiti il sito del MoVimento 5 Stelle (perché una "cartella" del blog), "l'aggregatore" TzeTze.it e persino il sito della Casaleggio Associati (probabilmente perché tutti ospitati nello stesso server).
Ma alle ore 21:50 dell'8 giugno, quando la voce dell'attacco era cominciata (blandamente) a circolare, ecco che Beppe Grillo scrive su Google Plus: "L'attacco contro www.beppegrillo.it NON è opera di Anonymous. Chiedo aiuto alla Rete, e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito. Beppe Grillo".
L'SOS lanciato da Beppe Grillo sembra venir prontamente raccolto, e anche se il blog a tutt'ora rimane non raggiungibile (fino alle ore 13 del 9 giugno), una "frangia" di Anonymous, "anonita" su Twitter , precisa: "L'attacco a @beppe_grillo da parte di qualche 'Anonymous' Italiano va contro le regole del buon senso che c'erano all'inizio.. Mai attaccare nessun media o blog, perché l'informazione deve essere libera e plurale. Quello che avete fatto è disonore per quelli che sono stati arrestati durante le operazioni di questa estate, complimenti per aver rovinato la nostra reputazione come gruppo. Indimenticabile il periodo in cui gli Anonymous Italiani erano persone serie che facevano attivismo non per mostrare se stessi. Preghiamo quindi i media, a nome di tutti gli Anonymous che credono in certi valori di non fare pubblicità a questo attacco".
Quindi viene confermato che il cosiddetto "Tango Down" (in gergo) nei confronti del blog di Beppe Grillo è stato opera degli Anonymous, anche se viene precisato che l'iniziativa non viene approvata da tutti, soprattutto perché tra le regole implicite degli hacker c'è quella di non attaccare "media o blog, perché l'informazione deve essere libera e plurale".
Il comico genovese nel frattempo scrive però anche su Twitter che "l'attacco al sito NON è opera di Anonymous. Chiedo aiuto alla Rete per identificare il gruppo che ha bloccato il sito". Messaggio che crea una certa confusione, visto che Beppe Grillo dice che a buttare giù il suo blog non sono stati gli Anonymous, mentre gli Anonymous dicono che sono stati loro, ma che non lo condividono.
Il problema risiede nel fatto che, in linea teorica, tutti possono essere un Anonymous, e quindi non è corretto dire che l'attacco al blog "NON" è opera loro.
Ed infatti, su Twitter gli "anonita" ribadiscono a stretto giro: "Il comunicato sul blog riguardo Beppe Grillo è vero: sono falsi i valori che ci sono dietro. Anonymous non è questo. Ripetiamo l'accaduto per alcuni giornalisti che hanno evidentemente problemi nel recepire i messaggi: L'attacco al blog di Beppe Grillo è vero, c'è un comunicato sul blog del movimento Italiano (il neretto è nostro, ndr), ma l'attacco era contro uno dei principi che ci siamo posti all'inizio di questa avventura con i gruppi internazionali: cioè non attaccare media/blog. Quindi di conseguenza chi l'ha fatto non ha rispettato questa regola condivisa comunemente e ha solamente rovinato la reputazione di qualcosa più grande e profondo di un semplice attacco Ddos. Con questa penso che sia chiaro. Ora scrivete quello che volete. Cioè, scrivete quello che vi dicono di scrivere :)".
D'altronde, la colpa alla fine sembra essere sempre dei giornalisti.
La spaccatura dentro Anonymous Italia è quindi evidente, tanto che viene anche pubblicato un messaggio su Pastebin dove "un anonimo tra tanti" riflette: "A chi fa comodo Anonymous? A chi fa sicurezza informatica: ogni attacco è una nuova possibilità di lavoro. Ai giornalisti: così da poter parlare di criminali e terrorizzare le masse, o semplicemente fare discorsi intensi, a parer loro, sul cyberattivismo. Alle persone montate. Ora continuate a fare commenti, a dire la vostra, come giusto che sia, ma Anonymous era bello perché in quella 'anarchia' che regnava nella chat, c'era democrazia. Esatto, una anarchia-democratica. Peccato, perché era un bel movimento. Era una faccia del web affascinante. Ora è roba da giornali, da pettegolezzo, da comunicato e da 'Tango Down' a random. Speriamo che rinasca un nuovo Anonymous (in Italia), che riesca a farsi notare per qualcosa di più profondo, infondo tutti siamo Anonymous e chiunque può fare la propria parte, ricordandosi che non è un gruppo individualista, che ci sono dei valori da rispettare, come in tutte le cose".
Ma c'è un fatto che forse non era mai accaduto prima. La rivendicazione ufficiale dell'attacco al blog di Beppe Grillo, effettuato dagli Anonymous ma non condiviso da tutti gli "anonimi" hacker, è stata cancellata dal "blog del movimento Italiano", poco dopo le precisazioni giunte dagli "anonita", per poi ricomparire dopo circa un'oretta ma solo per poco tempo (con tutti i commenti precedenti scomparsi e senza la foto del comico).
Qualcuno ha quindi ipotizzato che la "mossa" sia stata fatta per eliminare i messaggi scomodi al post, visto che la maggioranza di chi ha commentato non sembra aver gradito l'attacco al blog del comico.
Ma c'è chi pensa anche che ormai, all'interno degli Anonymous, sia scoppiata, dopo il grido d'aiuto di Beppe Grillo alla Rete, una lotta intestina destinata a spaccare il movimento degli hacker.
Gli "anonita" spiegano che tra le regole non scritte degli Anonymous c'è quella di non attaccare "media e blog". Eppure, il 15 febbraio del 2011 gli Anonymous hanno attaccato il sito web della testata giornalistica "Il Giornale", e all'Adnkronos Andrea Pontini, amministratore delegato de ilGiornale.it, spiegava: "Le motivazioni? Non le sappiamo con esattezza, nei giorni scorsi sono stati aggrediti siti delle istituzioni, come quello della Camera e del governo e credo anche il sito di Mediaset, mi sembra un attacco unidirezionale verso tutto ciò che è in qualche modo riconducibile all'attività del governo o del presidente del Consiglio", l'allora ex premier Silvio Berlusconi.
Nel febbraio scorso, invece, gli Anonymous, pare l'ala tedesca, hanno attaccato addirittura l'autorevole Wall Street Journal, attraverso il cosiddetto "comment flashmob".
Anche il sito internet del Vaticano, portale di riferimento dei fedeli cattolici, è stato buttato giù poco tempo fa, eppure solo il "Tango Down" a Beppe Grillo è riuscito a spaccare il movimento, tanto che da questa mattina sul blob ufficiale degli Anonymous campeggia addirittura un sondaggio.
Agli utenti si chiede: L'attacco contro beppegrillo.it era legittimo?
- Si
- No
- No perché è un sito d'informazione, Anonymous non attacca media.
- Si indagate su Casaleggio
Sul blog degli Anonymous è scomparso nuovamente il comunicato di rivendicazione dell'attacco a Beppe Grillo, e al suo posto ci sono due comunicazioni:

AnonOps - irc.power2all.com #Italy "L'attacco di oggi è stato effettuato da una cellula AnonOps, server Irc in cui si riuniscono vari coordinatori. Una cellula specializzata in botnet ha utilizzato i mezzi a sua disposizione per oscurare il sito beppegrillo.it. Il blog anon-news.blogspot.com è amministrato da molti coordinatori, ognuno ha potere di postare ciò che ritiene importante, informando in tempo, se è possibile, le altre cellule o coordinatori AnonOps. Ricordiamo che AnonOps non è Anonymous, ma una rete dove gli Anonymous si organizzano e comunicano da svariati anni. I 700+ commenti e il resto dei commenti sono stati cancellati per ovvi motivi: cancellando i post anche i commenti vengono cancellati. La cellula operante è stata momentaneamente esclusa dall'amministrazione del blog, fino a quando l'intera comunità (quindi anche chi ha commentato i post dell'attacco) potrà decidere la legittimità dell'attacco con un sondaggio. Mendax".

Italy @BeppeGrillo dovete sapere anche che... "AnonOps è una rete completamente autogestita il suo fine è mettere a disposizione di ognuno gli strumenti di protesta informatica, nessun utente può garantire del comportamento dell'altro, ognuno ha diritto a sviluppare liberamente il propio dissenso, purché non sia manifestamente discriminatorio verso religione, etnie, orientamenti sessuali etc... etc...
Riguardo al recente attacco al blog di Beppe Grillo questo non crea discriminazione alcuna verso minoranze o altro quindi è un'azione che può essere rivendicata dà anonymous e come tutte le azioni di anonymous è sostenuta da alcuni ma non da tutti. Aken".
La saga continua.

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