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Grillo blog: meglio mandato imperativo che senza vincolo di mandato?

Beppe Grillo dal suo blog sembra scagliarsi contro il "senza vincolo di mandato" sancito dalla Costituzione. Forse, il capo politico del MoVimento 5 Stelle preferisce il "mandato imperativo"?

Sul blog di Beppe Grillo, mentre il capo politico del MoVimento 5 Stelle si troverebbe a Roma all'hotel Saint John per incontrare i neoeletti deputati e senatori, viene pubblicato il post "Circonvenzione di elettore" dove sembra criticare l'articolo 67 della Costituzione. Tale articolo sancisce infatti che "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Un articolo concepito dai Padri Costituenti proprio per garantire la libertà più assoluta ai membri del Parlamento e quindi la democrazia. Il "senza vincolo di mandato" infatti, vuol dire che il parlamentare non è vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori e questo perché una volta eletti deputati e senatori diventano i rappresentati della nazione intera. Come sottolinea anche Wikipedia, il "senza vincolo di mandato" tutela il fatto che i deputati e i senatori "esercitano la rappresentanza della intera Nazione e non dei singoli cittadini, ed ancor meno dei partiti, delle alleanze, dei movimenti o qualsiasi altra forma d'associazione organizzata con il fine di ottenere voti per essere eletti membri del Parlamento italiano".

E' vero che spesso, in Italia, l'assenza di vincolo di mandato è stata a volte motivo del trasformismo politico, anche se diversi commentatori imputano come maggiore responabile di questo fenomeno una cattiva legge elettorale. Beppe Grillo entra a gamba tesa in questo annoso dibattito, e con il suo solito "politichese" si lamenta del fatto che "l'eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno". Il "senza vincoli", a Beppe Grillo, pare dare particolamente fastidio, forse soprattutto ora che oltre 160 "cittadini" del M5S dovranno decidere se votare o meno la fiducia ad un governo targato PD.

Forse Beppe Grillo preferirebbe un "mandato imperativo", tanto che sul suo blog afferma che "il voto è un contratto tra elettore ed eletto". Come da Wikipedia, il "mandato imperativo fa sì che tra eletto ed elettori si instauri un rapporto di rappresentanza analogo a quello privatistico: era ciò che accadeva nelle assemblee rappresentative dell'Ancien Régime, ad esempio gli Stati generali francesi. La Costituzione francese del 1791 sancì, invece, il divieto di mandato imperativo: 'I rappresentanti eletti nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della nazione intera, e non potrà essere conferito loro alcun mandato' ".

La Costituzione italiana, come ogni democrazia rappresentativa, fa suo tale principio liberale. Se a livello teorico il "mandato imperativo" sembrerebbe infatti garantire il "rispetto degli impegni", dall'altra bisognerebbe sempre riflettere con quali metodi verranno poi attuati. Non lasciare la libertà al parlamentare di "cambiare idea" (e casacca), magari sotto la "minaccia" di procedimenti penali (come sembra invece auspicare Beppe Grillo), potrebbe infatti essere una ennesima stortura della democrazia, forse anche più grave del trasformismo politico. Cosa succederebbe se, per esempio, per portare a compimento la "cittadinanza digitale per nascita" come da Programma del MoVimento 5 Stelle , venisse proposto, potrebbe ipotizzare qualcuno, un bel chip da impiantare ai neonati sotto pelle? Con il "senza vincolo di mandato" un deputato del M5S (e chiunque altro) potrebbe opporsi e lasciare il gruppo parlamentare liberamente, mentre con il "mandato imperativo", per esempio, sarebbe costretto a votare la proposta. Pena una denuncia penale, oltre che essere "cacciato a calci dalla Camera e dal Senato", citando le parole di Beppe Grillo sul blog.

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