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Blog Beppe Grillo: 25 aprile è morto. Se l'antifascimo è un problema di competenze

Sul suo blog, Beppe Grillo scrive che "il 25 aprile è morto", chiede "evitiamo di parlarne, di celebrarlo" e afferma: "Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere". Forse anche nell'ascoltare che l'antifascismo "è un problema", che non sembra "competere" al capo politico del MoVimento 5 Stelle.

"Il 25 aprile è un grande richiamo alle cittadine e ai cittadini a tornare ad incontrarsi, riflettere insieme: in una parola a partecipare e ridare ossigeno a una democrazia sempre più calpestata. Il 25 aprile è un monito contro ogni forma di degenerazione morale e politica e contro ogni rischio di populismo e autoritarismo" scriveva ieri l'ANPI (l'Associazione nazionale partigiani d'Italia). E mentre nella Capitale sfilano 10mila persone, "il doppio dell'anno scorso" come sottolinea il presidente dell'ANPI Roma Vito Francesco Polcaro, per non scordare che il 25 aprile è un giorno fondamentale per la storia d'Italia, perché 68 anni fa finiva la terribile occupazione nazista e terminava il ventennio fascista, dal suo blog Beppe Grillo scrive: "Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti".

Beppe Grillo afferma infatti che "il 25 aprile è morto", e questo perché, tra le cose che riporta sul suo blog, il nuovo Presidente del Consiglio, Enrico Letta, è un membro del Bilderberg. Beppe Grillo però forse dimentica che anche Mario Monti, il cui governo il capo del MoVimento 5 Stelle voleva fosse "prorogato", era un membro del comitato direttivo Bilderberg. Beppe Grillo scrive che "il 25 aprile è morto nel tradimento della Costituzione, nella dittatura dei partiti" e addirittura "nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome". Beppe Grillo conclude infine che "se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere". Forse anche perché c'è ancora qualcuno che sembra trovare difficoltà a dirsi apertamente "antifascista". Eppure, "non si può che essere antifascisti se si amano libertà e democrazia. Non se ne esce" spiegava Carlo Smuraglia, il presidente nazionale dell'ANPI commentando l'episodio avvenuto davanti al Viminale, prima del deposito dei simboli in vista delle elezioni di febbraio, quando CasaPound chiede a Beppe Grillo "Vogliamo sapere se sei antifascista o no" e il capo politico del MoVimento 5 Stelle risponde: "Questo è un problema che non mi compete. Questo movimento è ecumenico".

Beppe Grillo che parla di "tradimento della Costituzione" forse dimentica che "la Costituzione è antifascista nella sua concezione, la democrazia è figlia della liberazione dal nazi-fascismo, la libertà relativa di cui godiamo ce l'hanno conquistata gli alleati, antifascisti, e i partigiani. Non si può non cogliere come la democrazia si sovrapponga nella nostra storia all'antifascismo, collimando perfettamente", precisava sempre Smuraglia. Beppe Grillo parla di "dittatura dei partiti", ma forse solamente perché vuole "l'eliminazione dei partiti", nonostante la nostra Costituzione, antifascista e nata dalla Resistenza, sancisce all'articolo 49 che "per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti". "Il 25 aprile è morto" anche se alla richiesta di esprimere palesemente il proprio antifascismo, Beppe Grillo scriveva sul suo blog solo che "il tempo delle ideologie è finito" e che "il MoVimento 5 Stelle non è fascista, non è di destra, né di sinistra". Comunque, il 25 aprile non è morto. Almeno finché ci sarà anche solo una persona che si indigna ancora per il fatto che non ci può essere vero "cambiamento" se alla base di questo non c'è un sano spirito "antifascista".

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