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Beppe Grillo vs Bersani: tra rimborsi elettorali e riforma partiti

Beppe Grillo sfida Pier Luigi Bersani a rinunciare ai rimborsi elettorali come fa il MoVimento 5 Stelle, anche se in realtà il M5S non sembra avere i requisiti per richiederli. A sua volta, Bersani sfida Beppe Grillo sulla necessità di una riforma dei partiti, che abbiano maggiore trasparenza.

Beppe Grillo sfida Pier Luigi Bersani, e lanciando su Twitter l'hashtag BersaniFirmaQui, invita il leader del PD a rifiutare i rimborsi elettorali, come fa il MoVimento 5 Stelle. Qualcuno però ha già fatto notare come in realtà il MoVimento 5 Stelle non potrebbe, anche volendo, richiedere i rimborsi elettorali. La legge 6 luglio 2012, n. 96, all'articolo 5 comma 1 stabilisce infatti: "I partiti e i movimenti politici, ivi incluse le liste di candidati che non siano diretta espressione degli stessi, qualora abbiano diritto ai rimborsi per le spese elettorali o ai contributi di cui alla presente legge, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi in copia al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei deputati entro quarantacinque giorni dalla data di svolgimento delle elezioni. L'atto costitutivo e lo statuto sono redatti nella forma dell'atto pubblico e indicano in ogni caso l'organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio e l'organo responsabile per la gestione economico-finanziaria. Lo statuto deve essere conformato a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo alla scelta dei candidati, al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti".

Come è noto, il MoVimento 5 Stelle sarebbe invece una "non Associazione" con un "Non Statuto" la cui "Sede coincide con l'indirizzo web www.beppegrillo.it", anche se si scopre, nel Programma depositato al Viminale, che Beppe Grillo è il "Presidente e legale rappresentante del MoVimento 5 Stelle, con sede in Genova, via Roccatagliata Ceccardi n.1/14" con tanto di "codice fiscale 95162920102". Ed ecco perché Pier Luigi Bersani ha a sua volta sfidato Beppe Grillo , chiedendo se il capo politico del MoVimento 5 Stelle è favorevole o meno ad una riforma dei partiti, con una legge che stabilisca con precisione "com'è la trasparenza e la partecipazione, come si eleggono gli organismi dirigenti, com'è il codice etico per le candidature" e con un "sistema di paletti che rendono fruibili i finanziamenti pubblici solo ai partiti che abbiano regole compatibili con un alto grado di trasparenza".

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