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Beppe Grillo: stop copertura fonti. Dal Vangelo a Watergate e WikiLeaks

Beppe Grillo auspica di abolire il segreto professionale per i giornalisti scrivendo sul suo blog: "Le fonti non possono essere coperte, vanno citate nell'articolo o, in caso contrario, va fatto scattare in automatico il reato di diffamazione". Come insegna il Vangelo però "si dice il peccato e non il peccatore", perché altrimenti non ci sarebbe stato né il Watergate né WikiLeaks, e Bradley Manning forse oggi sarebbe un uomo libero.

Dopo aver sostenuto che "meno giornali significa più informazione", Beppe Grillo lancia un'altra trovata che difficilmente però farà salire l'Italia nella classifica sulla libertà di stampa di Freedom House che cita sul suo blog spesso e volentieri. Beppe Grillo auspica infatti di abolire il segreto professionale per i giornalisti. "Le fonti non possono essere coperte, vanno citate nell'articolo o, in caso contrario, va fatto scattare in automatico il reato di diffamazione" scrive sul suo blog Beppe Grillo. Chissà se tale idea nel prossimo futuro si tramuterà in una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, di cui l'ex comico è leader, visto che sul blog Beppe Grillo scrive: "E' opportuno che la legge si occupi di questa malformazione congenita del giornalismo italiano". Per Beppe Grillo il problema sono quelli che lui chiama "pennivendoli" cioè "coloro che si vendono per scrivere e che non si guardano allo specchio per non sputarsi in faccia". Non è chiaro se in questa categoria rientrano anche coloro che scrivono, per esempio, per certi "aggregatori" di notizie pieni di pubblicità ma poveri di informazione, che catturano l'utente grazie a "titoli ad effetto" ma spesso completamente fuorvianti. Oltre ai pennivendoli, però, ci sono tanti giornalisti seri, spesso mal pagati e poco rispettati nella società, reale e della rete, anche a causa della scarsa considerazione (per usare un eufemismo) che da anni, ormai, i politici mostrano di avere nei loro confronti, tanto che in Italia (come in Egitto) i reporter rischiano anche il carcere. Senza l'assicurazione di poter mantenere segreta una fonte, un giornalista rischierebbe non solo la propria incolumità in certi casi ma anche di non poter fare il proprio dovere, cioè informare l'opinione pubblica. Senza la segretezza della fonte, infatti, la fonte spesso e volentieri non parlerebbe. Il segreto professionale è soprattutto per tutelare la fonte, non il giornalista, ed esiste in tutti i paesi civili. Senza la segretezza della fonte, non ci sarebbe stato né il WatergateWikiLeaks, per fare due esempi su tutti. Ed a riprova di questo, basta pensare che Bradley Manning, solo per essere sospettato di essere la fonte di WikiLeaks, è stato trattato come a Guantanamo. Ma senza la "gola profonda" che ha inviato i cablo a Julian Assange, il mondo non avrebbe mai saputo per esempio dell'elicottero Apache americano che ha fatto una strage di civili in Iraq "scambiandoli" per pericolosi nemici, come da scioccante video diffuso da WikiLeaks. D'altronde, e lo dovrebbe sapere bene anche Beppe Grillo visto che spesso ricorda come il M5S sia nato il giorno di San Francesco, è risaputo che "si dice il peccato e non il peccatore", come insegna il Vangelo.

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