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Beppe Grillo smettila di fare il piccolo Fuhrer: Di Pietro dixit

"Beppe Grillo smettila di fare il piccolo Führer e ricordati che in democrazia ci si confronta con gli altri candidati e si accetta di rispondere alle domande dei giornalisti" attacca Antonio Di Pietro in una lettera aperta al capo politico del MoVimento 5 Stelle.

Dopo che Beppe Grillo ha annullato l'intervista con Sky senza dare alcuna spiegazione (anche agli attivisti del MoVimento 5 Stelle di cui è capo politico), dal suo blog Antonio Di Pietro sferra un duro attacco. "Caro Beppe, smettila di fare il piccolo Führer e ricordati che in democrazia ci si confronta con gli altri candidati e si accetta di rispondere alle domande dei giornalisti, altrimenti non dai modo agli elettori di capire cosa sai fare veramente, oltre che urlare parolacce" tuona Antonio Di Pietro, inviando una lettera aperta al capo politico del M5S con un tweet. In realtà, questa di Antonio Di Pietro non è la prima lettera aperta inviata a Beppe Grillo. Solo ieri il leader dell'IDV che appoggia Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia chiedeva a Beppe Grillo come mai "da un po' di giorni hai cambiato repertorio nei tuoi comizi e ti sei messo, anche tu, ad attaccare la magistratura, come un Berlusconi qualsiasi".

"Ma ti rendi conto, Beppe, insieme a quale compagnia di 'falsari della verità' ti stai mettendo pur di spararle ogni giorno più grosse? A quale Magistratura ti riferisci, Beppe? Perché fai di tutt'erba un fascio?" continua Antonio Di Pietro, che prosegue: "Proprio per questo, non capisco e non comprendo, caro Beppe, questi tuoi frequenti e ripetuti attacchi contro i magistrati e, in particolare, proprio contro Antonio Ingroia e contro la mia persona. Noi che abbiamo avuto l'unico torto di aver combattuto 'i poteri forti' (io quelli di Tangentopoli e Ingroia quelli di Mafiopoli), e cioè quegli stessi poteri che vorresti combattere anche tu ed il tuo splendido M5S". Attacchi che stupiscono ancora di più visto che solo poco tempo fa Beppe Grillo aveva persino proposto Antonio Di Pietro come Presidente della Repubblica, mentre ospitava nel suo blog Antonio Ingroia. Ma questo, potrebbe forse notare qualcuno, accadeva prima della nascita della lista Rivoluzione Civile.

Ma Beppe Grillo non solo verso i magistrati sembra fare "di tutt'erba un fascio", come afferma Antonio Di Pietro, visto che anche i giornalisti sono spesso tacciati dal capo politico del MoVimento 5 Stelle di essere "pennivendoli", tanto che il CDR della Rai di Torino ha ieri denunciato quanto successo in Val di Susa, scrivendo come riporta l'Ansa: "Dopo avere assistito all'aggressione canzonatoria di Beppe Grillo a un operatore Rai, e all'illegittima scelta da parte dello stesso Grillo di allontanare dal palco di Susa un operatore Rai e altri fotografi e colleghi 'colpevoli' di riprendere una pubblica iniziativa di campagna elettorale, condanna il comportamento del Leader del Movimento 5 Stelle - sottolineando - Per il servizio pubblico documentare le iniziative elettorali oltre a essere un diritto di informazione è anche un dovere. Infierire, da una posizione di forza, su un lavoratore impegnato nella propria mansione è un atteggiamento che si commenta da solo. Farlo in Val Susa, dove più volte è stata espressa intolleranza, con metodi a volte violenti, contro chi cerca di riportare, per diritto e dovere di cronaca, gli avvenimenti relativi al movimento No Tav può essere elettoralmente conveniente ma certo non è un buon servizio alla democrazia e al confronto civile". Il CDR della Rai di Torino quindi conclude esprimendo "solidarietà al collega e preoccupazione per metodi e atteggiamenti che pretendono di essere nuovi, di cancellare il vecchio, ma che troppo ricordano pagine tristi della nostra storia recente. La Rai, per come la intendiamo noi, è di tutti: è un testimone, non un attore".

"Anche io, come te, faccio opposizione durissima alla triade BBM (Berlusconi, Bersani, Monti), ma lo faccio a viso aperto, accettando confronti e rispondendo a domande anche scomode" scrive infatti Antonio Di Pietro nella sua seconda lettera aperta indirizzata a Beppe Grillo, affermando: "Tu, invece, lanci il sasso e ritiri la mano, come un vigliacco opportunista qualsiasi. Peccato perché, ad esempio, mi sarebbe piaciuto conoscere da te le ragioni per cui dici di avere più paura dei magistrati che dei delinquenti. So perché si comporta così Berlusconi, ma tu perché fai come lui?". Infine, Antonio Di Pietro si rivolge al " 'popolo della rete', che amate la democrazia diretta e il confronto" domandando loro: "Non vi sentite presi un po' in giro?". Ai posteri, l'ardua sentenza.

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