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Beppe Grillo offende le donne della Primavera araba tunisina

Dopo il post sul "punto G" Beppe Grillo, invitando Silvio Berlusconi ad una latitanza "sulle spiagge tunisine piene di Ruby", ha "offeso la dignità delle donne tunisine ed i sentimenti del popolo tunisino, che ha scatenato con grandi sacrifici le rivoluzioni della Primavera Araba".

Beppe Grillo, che rivendica il fatto di un MoVimento 5 Stelle tinto di rosa, sembra continuare ad offendere le donne. Dopo il post sul "punto G" dove Beppe Grillo ha dimostrato di essere "un maschilista come gli altri" e "vittima della cultura berlusconiana di questi anni" come lo commentava Federica Salsi, poco dopo espulsa dal MoVimento 5 Stelle, l'ex comico non fa sorridere un'altra parte del mondo femminile. Il 12 marzo 2013 Beppe Grillo scriveva che "Silvio Berlusconi ha paura di fare la fine di Bottino Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna" consigliando l'ex premier di farsi "condannare al più presto senza attenuanti e, prima dell'arresto" di darsi "alla latitanza". Un post che ha già fatto discutere per il fatto che sulla vicenda Craxi ricorrono "aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana", come sottolineava già nel 2010 Giorgio Napolitano, ricordando la "morte in solitudine, lontano dall'Italia" nella lettera alla moglie del primo socialista a divenire Presidente del Consiglio dei Ministri .

Sempre nello stesso post Beppe Grillo "allettava" poi Berlusconi sottolineando che la sua fuga avverrebbe infatti "sulle spiagge tunisine piene di Ruby", affermazione questa che ha "offeso tutte le comunità tunisine presenti in Italia, in modo particolare le tante donne in seno a queste comunità" come si legge nelle lettere di protesta scritte da Leila Hidri, rappresentante della comunità Tunisina nel comitato organizzativo degli Arabi Italiani, e da Ouiem Abidi, traduttrice simultanea presso il tribunale di Roma e membro dell'associazione Uniti per Unire (pubblicate su Il Messaggero). "Il signor Beppe Grillo - scrive Leila Hidri - per attaccare il suo avversario politico, Silvio Berlusconi, ha usato la figura della donna araba per raggiungere il suo scopo, comportandosi così alla stregua dello stesso Berlusconi, il quale per giustificarsi, ha asserito che la ragazza marocchina fosse la nipote del presidente Mubarak. Ci mancava proprio il signor Grillo per offendere la dignità delle donne tunisine ed i sentimenti del popolo tunisino, che ha scatenato con grandi sacrifici le rivoluzioni della Primavera Araba". Leila Hidri sottolinea poi come Beppe Grillo "non può accostare le donne tunisine ad una signorina che non ha nulla a che fare né con loro né con la Tunisia stessa, essendo la stessa Ruby una vittima di un mondo crudele che sa solo sfruttare le donne povere, indipendentemente dalla nazionalità o fede, spesso disposte a tutto pur di ottenere qualche occasione di lavoro in un paese straniero, come lo è l'Italia per tantissimi immigrati - aggiungendo - Le donne tunisine e arabe sono le sorelle delle donne italiane e le donne del mondo, che subiscono, soffrono e lottano per una vita migliore, per un modo libero e democratico, privo di sfruttamento e di ingiustizia".

Anche Ouiem Abidi ricorda a Beppe Grillo come "queste donne che lei ha offeso sono studentesse, bloggers, giornaliste, avvocatesse, insegnanti, pilote, giudici, ecc... che nel periodo tra dicembre 2010 e gennaio 2011 sono scese nelle piazze tunisine per affermare la propria dignità e trasformare le proprie vite nello spazio e nel tempo della rivolta, sono donne che hanno sempre lottato per ottenere la parità d'uguaglianza tra uomo e donna, raggiungendola per prime nel mondo arabo nel 1956. - precisando - Siamo donne che a tutt'oggi continuiamo a lottare per la nostra dignità e non daremo mai e poi mai la possibilità che qualcuno ce la possa calpestare, tanto meno a lei". Sia Leila Hidri che Ouiem Abidi chiedono quindi a Beppe Grillo, capo politico del MoVimento 5 Stelle, di "rivedere le sue parole" per restituire loro "il rispetto dovuto" e naturalmente le "scuse alle donne tunisine e comunque a tutte le donne". E mentre Ouiem Abidi si augura che Beppe Grillo "approfondisca un po' la sua cultura generale senza cadere nelle stesse barbine figure di politici a cui noi siamo da tanto tempo abituati", Leila Hidri invita il capo politico del MoVimento 5 Stelle ad un dibattito con le "donne arabe" perché ci tengono molto ad integrarsi "nella società italiana per vivere in un paese democratico, equo e libero". Si attende quindi la risposta di Beppe Grillo in merito all'incontro, oltre che sulle scuse alle "donne tunisine e a tutte le donne", magari anche quelle rimaste offese dal post sul punto G.

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