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Beppe Grillo "messo nell'angolo": la risposta alla MMT è il silenzio

Beppe Grillo era stato invitato da Paolo Barnard alla II Conferenza nazionale Modern Money Theory (MMT), ma il "megafono" del MoVimento 5 Stelle ha scelto di rispondere con il silenzio, perché "messo all'angolo". E se a Barnard non interessa, altri invece cominciano a chiedersi "quali sono i motori che muovono Beppe Grillo e la Casaleggio".

"Beppe Grillo ignora (o vuole ignorare) cosa sia realmente il Sistema-potere, e cosa occorra per abbatterlo. Se la prende con una classe politica nazionale che avendo abdicato tutti i suoi poteri ad organi sovranazionali come la BCE, la Commissione Europea, il WTO, la Banca Mondiale, e io aggiungo alle lobby come il Trans Atlantic Business Dialogue (TABD), il Liberalization of Trade in Services (LOTIS), l'Investmente Network (IN) o la International Chamber of Commerce (ICC), non può fare assolutamente niente se non l'ordinaria amministrazione" scriveva già nel 2008 il giornalista Paolo Barnard nel suo saggio "L'informazione è noi", e continuava: "Ma ha un'idea Grillo di come lavorano questi? Dovrebbe smettere di sbraitare e capire, proprio visualizzare, il potere di chi è riuscito in un attimo della Storia a compattare migliaia di destre economiche eterogenee sotto un'unica egida e sotto un pugno di semplicissime ma ferree regole, per poi travolgere il pianeta ribaltandolo da cima a fondo: il Potere è ed è stato coeso, annullando ogni individualismo fra i potenti; è ed è stato disciplinato all'inverosimile, ossessivamente preciso in ogni analisi, immensamente competente, sempre silenzioso, al lavoro 24 ore su 24 senza mai un respiro di pausa, comunicatore raffinato, con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali".
Beppe Grillo
, e il MoVimento 5 Stelle, pochi giorni fa sono stati invitati da Paolo Barnard alla II Conferenza nazionale Modern Money Theory (MMT) proprio per per "capire il potere" perché chi lo detiene non sta "perdendo neppure un singolo minuto di sonno per lui e per i suoi colleghi 'paladini' dell'Antisistema italiano", chiariva sempre il giornalista ne "L'informazione è noi". E la risposta di Beppe Grillo a tale invito è stata quella che qualcuno si era già immaginato: il silenzio. Come potrebbe riflettere qualcuno, infatti, se Beppe Grillo, che è il "megafono" del MoVimento 5 Stelle e dei grilli, tace, allora il problema non esiste, e nemmeno l'informazione.
L'invito alla conferenza sulla MMT dal titolo "Non eravamo i PIIGS. Torneremo Italia" e ad "essere veramente utile alla disperazione di milioni di italiani capendo l'Economicidio UE (di cui capisce poco, si veda il suo post La ritirata del 5 settembre)" ha infatti "messo nell'angolo" il leader del Movimento 5 Stelle, scrive ieri in un post Paolo Barnard, spiegando come Beppe Grillo da una parte "non poteva dire no grazie, abbiamo di meglio (oddio, ho dimenticato Benettazzo?). Non poteva negare che una cosa così avrebbe dotato il M5S di un'autorevolezza immensa e di mezzi veri per aiutare milioni di italiani alla canna del gas" mentre dall'altra, continua il giornalista: "Grillo non poteva neppure prenderci a bordo, perché a Grillo e alla Casaleggio dell'Italia e di voi grillini non gliene può fregare di meno. Come ho sempre sostenuto, e per iscritto".
Infatti, "per riportare i cittadini attivi all'essenziale ruolo di formatori di consapevolezza nei milioni di cittadini passivi, dovrebbe idealmente accadere che i primi si scuotessero dal torpore e dall'adorazione acritica dei loro Guru" analizzava Barnard ne "L'informazione è noi", sottolineando però che "nel frattempo codesti divi dell'Antisistema potrebbero dare una mano compiendo un atto di responsabilità che sarebbe storico, in particolare nell'ambito proprio dell'informazione e di come essa va ottenuta da parte del cittadino", tanto che "la prima cosa che questi ipertrofici personaggi dovrebbero fare è di restituire alla gente il potere di informarsi. Lo si fa innanzi tutto incoraggiandoli a coltivare l'abitudine al dubbio, ovvero il dubbio che ciò che gli stessi Guru scrivono o proclamano possa essere parziale, miope, sbagliato, addirittura manipolatorio. Il messaggio di apertura nel rapporto col loro pubblico dovrebbe sempre essere: siamo solo fonti di notizie, non oracoli, ascoltateci, ma a debita distanza, fra le tante altre fonti che ascolterete. Così facendo restituirebbero al pubblico il suo ruolo di protagonista che deve farsi la verità da solo, e non apprenderla pedissequamente da un Personaggio visto come un Vate".
Beppe Grillo
, invece, "è rimasto zitto, non ha potuto muoversi né da una parte né dall'altra", conclude Paolo Barnard nel post di ieri, precisando: "Quali siano i motori che muovono il signor Grillo e la Casaleggio non mi interessa, di certo non siete voi persone. Ora la mia speranza è che almeno 1 grillino su 100.000 capisca questo, e chi veramente sono quei due. (non che mi faccia tante illusioni su ciò, devo dire)".

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