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Beppe Grillo: la piattaforma uno vale uno "è in fase di sviluppo"

Se da una parte Beppe Grillo replica al "volgare comportamento da adescatore" di Bersani dall'altra rassicura i suoi attivisti sulla tanto annunciata, e mai realizzata, piattaforma per gestire la "democrazia della Rete".

Se da una parte il capo politico del MoVimento 5 Stelle replica a Bersani e al PD, dall'altra Beppe Grillo cerca di tranquillizzare i suoi "attivisti". Beppe Grillo nel suo ultimo post sul blog afferma infatti che i vertici del PD "si stanno comportando come dei volgari adescatori" e rammenta ai candidati del MoVimento 5 Stelle, forse a quelli più tentati da "democratiche" lusinghe, che prima di candidarsi hanno sottoscritto che "i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi". Una finezza, potrebbe pensare qualcuno, per dire non solo che il M5S non voterà la fiducia ad un governo del PD ma anche per ricordare che, chi tra gli "onorevoli cittadini" non condivide tale linea, rischia di essere espulso. Intanto, in un mini post sul blog, Beppe Grillo si rivolge direttamente alla sua base, sempre più in fermento soprattutto per il fatto di non avere uno spazio per gestire la tanto sbadierata "democrazia della Rete".

"Il M5S dispone di un programma che sarà sviluppato on line nel tempo da tutti i suoi iscritti - dice Beppe Grillo - La piattaforma, uno spazio dove ognuno veramente conterà uno, è in fase di sviluppo dopo il rallentamento dovuto all'anticipo delle elezioni". La tanto annunciata piattaforma informatica dove ognuno potrà proporre una idea, quindi, è ancora in fase di realizzazione, e non si anticipano i tempi di messa in onda. Ma a cosa servirà la piattaforma? Sembra di capire, dal breve messaggio postato, che sul portale i "grillini" potranno discutere dello sviluppo del programma M5S, finora scritto a quattro mani, da quanto è parso di intuire, da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Non è chiaro se sulla piattaforma si potranno invece mettere in discussione anche altre scelte, come per esempio l'autocandidatura di Beppe Grillo a capo politico del MoVimento 5 Stelle o l'ampliamento politico del Non Statuto. Gianroberto Casaleggio, infatti, a tal riguardo è sembrato piuttosto tranchant visto che in una recente intervista al The Guardian spiegava: "Lo Statuto l'abbiamo scritto io e Beppe Grillo - e ammoniva - Se vogliono cambiare le regole, possono creare un altro movimento".

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