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Beppe Grillo: "guerra all'ultimo sangue" con hacker. Ma quali?

Beppe Grillo conferma che nel corso delle votazione per le Parlamentarie ci sarebbe stata una "guerra all'ultimo sangue" con degli hacker che stavano attaccando il blog. Ma nessun tango down sembra essere stato finora rivendicato, anche se un messaggio sembra essere stato lanciato.

Ieri sera si sono concluse le cosiddette "Parlamentarie" del MoVimento 5 Stelle e in serata il loro capo politico, Beppe Grillo, pubblica un video messaggio per spiegare prima di tutto: "E' notte, stiamo scrutinando tutto quello che sta arrivando, siamo pieni di hacker che ci escono dalle orecchie, ci stanno bloccando il server, noi facciamo delle contromisure, loro fanno le contromosse, è una guerra all'ultimo sangue". Qualcuno naturalmente potrebbe essersi domandato cosa Beppe Grillo e la Casaleggio Associati stiano "scrutinando" visto che le votazioni erano online e quindi i risultati, in linea teorica, sarebbero stati disponibili in tempo reale.

Altri invece potrebbero essersi soffermati in particolare sul fatto che Beppe Grillo afferma (anche se non lo riporta "sbobinato" sul post del suo blog) che: "Siamo pieni di hacker che ci escono dalle orecchie, ci stanno bloccando il server, noi facciamo delle contromisure, loro fanno le contromosse, è una guerra all'ultimo sangue". Ieri (6 dicembre) infatti il blog di Beppe Grillo, e quindi il portale del MoVimento 5 Stelle dove si votava per le "Parlamentarie", era a tratti "giù" ma nessun Tango Down è stato rivendicato da nessun gruppo hacker, a quanto sembra, esattamente come il 13 settembre. Anche allora, Beppe Grillo scriveva su Twitter: "Vi confermo che il blog è sotto attacco hacker. Stiamo cercando di respingerlo", ma non è mai stato chiaro chi avrebbe attaccato il sito e per quale motivo.

L'unica rivendicazione di un attacco risale all'8 giugno scorso, quando gli Anonymous presero di mira il blog di Beppe Grillo spiegando i motivi che "ci spingono a schierarci contro di te (e sia chiaro, non contro i poveri ignari che credono a tutto ciò che dici prendendolo per oro colato, ergo il tuo movimento)". Nonostante questo sembra essere finora l'unico attacco hacker rivendicato è anche, paradossalmente, l'unico a cui Beppe Grillo ha voluto toglierne la "paternità", affermando che non era "opera degli Anonymous", smentito però poco dopo dagli stessi visto che, il linea teorica, tutti possono essere un Anonymous proprio per il concetto dell'"uno vale uno". Se non c'è rivendicazione, l'attacco non avrebbe senso perché lo scopo degli hacker è di norma quello di lanciare un messaggio. Messaggio che invece sembra aver lanciato Beppe Grillo, come potrebbe magari pensare qualcuno, quando dice che "è una guerra all'ultimo sangue". Naturalmente, tra buoni e cattivi.

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