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Beppe Grillo e la Remissione del mandato: le regole prima e dopo

Un video su Youtube, postato da Giovanni Favia, mostra un Beppe Grillo di qualche mese fa entusiasta dell'idea della verifica semetrale sul territorio per la riconferma del mandato. In questi giorni, Favia e Federica Salsi sono stati applauditi dalla base, ma il capo politico del MoVimento 5 Stelle precisa ai "pennivendoli" che la fiducia con il voto per alzata di mano non varrebbe nulla.

Ieri a Bologna i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Massimo Bugani, Marco Piazza e Federica Salsi si sono presentati davanti ai cittadini per la consueta verifica semetrale. Nonostate dietro le quinte siano volati, da parte di qualcuno, pesanti insulti sessisti nei confronti di Federica Salsi (dopo che Beppe Grillo aveva già parlato del punto G che dà l'orgasmo nei salotti dei talk show), la consigliera comunale del M5S non ha ricevuto contestazioni, e anche se la riunione si è conclusa senza alcun tipo di votazione, il consenso è stato unanime. Pochi giorni fa un altro esponente del MoVimento 5 Stelle che non ha più la fiducia di Beppe Grillo era stato riconfermato dai cittadini nel corso della verifica semetrale, e cioè il consigliere regionale Giovanni Favia.

La base, almeno quella che vive il territorio, non sembra quindi farsi troppo influenzare dalle opinioni o dai diktat di Beppe Grillo, capo politico del MoVimento 5 Stelle, che dopo la partecipazione di Federica Salsi a Ballarò e il fuorionda di Giovanni Favia non pare aver più sentito i suoi consiglieri, a detta loro.
Ma se si scrive questo, i giornalisti corrono il rischio di essere tacciati da Beppe Grillo come "pennivendoli" che da definizione del Dizionario "Sabatini Coletti" significa letteralmente "scrittore o giornalista che si pone al servizio di chiunque gli offra un compenso economico o altri vantaggi". In altre parole, dei "venduti". A certi epiteti (per dirla eufemisticamente) ormai i giornalisti probabilmente non ci fanno neanche più caso, visto che Beppe Grillo dal suo blog sembra continuare una battaglia contro la stampa vecchia ormai di anni .

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle quindi precisa: "I giornalisti insistono con la fiducia a questo o a quell'altro esponente del M5S data con l'applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone la cui l'iscrizione al M5S non viene certificata formalmente. I ragazzi del M5S da sempre si riuniscono per discutere con i loro portavoce, ma la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all'asilo Mariuccia, cari pennivendoli - e poi ricorda un punto della guida per i dummies, stilata naturalmente da lui - R come Remissione del mandato: il consigliere, il sindaco o il parlamentare non ha alcun obbligo di rimettere il mandato periodicamente (ad esempio ogni sei mesi). Nel caso questo avvenisse deve essere preceduto da un'informazione pubblica e dettagliata del suo operato sul portale del M5S con una votazione estesa a tutti gli iscritti del Comune e della Regione di rifermento, o dell'intero corpo elettorale in caso del Parlamento".
In altre parole, le verifiche semestrali che i consiglieri comunali e regionali del MoVimento 5 Stelle fanno sul territorio non varrebbero nulla.

Eppure poco tempo fa era proprio Beppe Grillo che, in un video, affermava entusiasta: "E' chiaro che se tu vai in un consiglio regionale come hanno fatto Biolè e Bono nel consiglio regionale del Piemonte, o Giovanni Favia e Andrea DeFranceschi in Emilia Romagna, e fai delle proposte dicendo 'ci abbassiamo lo stipendio dell'80% che va in un fondo che poi viene rinvestito sul territorio per i cittadini' ti cominciano ad odiare tutti. Se poi fai la proposta 'signori ogni sei mesi o un anno ci presentiamo davanti a voi cittadini, ci diamo un appuntamento, venite, e siete voi che giudicate se abbiamo fatto bene il lavoro, se possiamo rimanere, o essere mandati a casa e saranno i cittadini a deciderlo ogni anno o ogni sei mesi' è chiaro che sono proposte che sconvolgono. Te li immagini uno che prende 13mila euro al mese col gettone di presenza di 170 euro ogni volta che va a lavorare? E' fantastico! Con questa proposta di essere confermati o no dai cittadini si attireranno le ire di chiunque, è anche normale. E' il nuovo che avanza e il vecchio che scompare".

Il video è stato pubblicato oggi su Youtube da Giovanni Favia, che in calce evidenzia: "I consiglieri regionali e Stelle dell'Emilia Romagna tornano a chiedere ai cittadini di verificare il loro operato, come ogni sei mesi. In ogni provincia della regione quanti autocertificheranno di essere elettori del MoVimento 5 Stelle potranno decidere se confermare o meno i consiglieri e l'ammontare stesso del loro stipendio", precisando che queste parole sono Fonte canale youtube staff beppegrillo.it del 2 maggio 2011.

Non è la prima volta che qualche attivista fa notare come le regole, all'interno del MoVimento 5 Stelle, sembrano variare a seconda degli umori. Tra questi, la consigliera comunale di Forlì Raffaella Pirini che ricorda come nel corso del tempo sia andata cambiando, senza alcuna discussione o "informazione pubblica e dettagliata sul portale del M5S", la "regola dei due mandati" che penalizza in primis Giovanni Favia.
Il grande espulso Valentino Tavolazzi, invece, nel domandare "qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio", rammenta come dal comunicato politico numero 45 al comunicato politico numero 53 siano mutate le regole per le candidature per le elezioni politiche. Anche in questo caso, senza alcun dibattito con la base.

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