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Beppe Grillo e i giornalisti: già detto, già visto

Beppe Grillo scrive un editoriale contro in giornalisti, la classe (per molti solo una casta) a cui il capo politico del MoVimento 5 Stelle rivolge maggiore attenzione dopo quella dei politici. Ma sembra qualcosa di già visto, già detto.

Beppe Grillo ormai quasi quotidianamente, oltre che prendersela con i politici (a volte anche del suo movimento), se la prende con i giornalisti, oggi rei di essere in televisione "per grazia ricevuta (e stipendio ricevuto) dai loro editori. E che i loro editori sono i partiti insieme alle lobby che li sostengono". Tra quella che sembra una "black list" di Beppe Grillo, come è stata ribattezzata da Pubblico Giornale e poi durante la trasmissione Agorà su Rai 3, figurano "Lerner, Fazio, Formigli" in particolare, ma "per citare solo alcuni della truppa cammellata che imperversa nel piccolo schermo", come scrive nel suo editoriale il capo politico del MoVimento 5 Stelle (che non doveva avere leader e per questo precisa di essere solo un "garante"). I giornalisti televisivi, per Beppe Grillo, "sono pagati profumatamente per il servizietto pubblico al Bersani, al Renzi, al Casini di turno" perché sarebbero "nuove fate smemorine il cui compito è trasformare delle zucche vuote in statisti e attaccare con qualunque mezzo e ferocia chi mette in discussione il Sistema (del quale sono i pretoriani) e proteggere il loro portafoglio". L'attacco feroce sarebbe diretto, in particolare, contro gli attivisti (guai a chiamarli grillini) del MoVimento 5 Stelle, a cui a breve sarà non solo "sconsigliato" ma persino "vietato" di andare in televisione, naturalmente da Beppe Grillo e naturalmente solo per "garanzia".

Se si va in televisione si rischia di perdere consensi, infatti. Sembra essere questa la maggiore preoccupazione del capo politico del MoVimento 5 Stelle, tanto da aver offeso con una battuta sul punto G una sua consigliera comunale, Federica Salsi , perché ha pensato (con la sua testa) di partecipare a Ballarò di Giovanni Floris. "Grillo vuole che in TV ci vada solo lui e non noi, che siamo persone normali, perché è sicuro di essere convincente facendo arrivare un solo messaggio" spiega ferita Federica Salsi nel corso del suo intervento in consiglio comunale, "abbandonata" anche fisicamente dai colleghi (maschi) a 5 Stelle di Bologna, mentre a distanza trova la solidarietà di Raffaella Pirini, consigliere del M5S di Forlì. Federica Salsi quindi sottolinea: "Dove facciamo la differenza? Non potremmo partecipare alla vita pubblica di questo Paese con questa grettezza. Siamo un movimento. Ma sembra a volte di comportarci come una setta - e ancora - In primo luogo Grillo, o chi per lui, non sono superiori ai diritti costituzionali che ancora vigono in questo Paese. Secondo, avere 80 o 100 parlamentari non preparati a quel compito e che non sono stati votati per la loro storia o meriti personali, ma semplicemente perché già dentro al movimento è un rischio grande. Può andarci bene o può andarci malissimo. Perché nessuno ha mai accolto l'invito di tanti nel movimento a formare queste persone alla politica? Perché mandare persone inesperte a dirigere un Paese già in queste condizioni? Poi si dice che queste persone non possono andare in tv. Perché fanno fare brutta figura al movimento. Ma non era meglio formarle prima e avere persone in grado di andare anche in tv, di essere preparate e per bene, e senza protagonismi inutili?".

Se l'Italia è al 70esimo posto al mondo per libertà di informazione (rapporto Freedom House 2012) è anche perché, purtroppo, troppo poco viene rispettata la stampa, che se da una parte non sempre è seria e corretta (e qui Beppe Grillo ha ragione ma non è certo né l'unico né il primo che lo dice) dall'altra continua la sua missione (per molti lo è ancora) consapevole dei rischi che corre ogni giorno (tanto che non si riesce nemmeno a fare una seria legge sulla diffamazione a mezzo stampa, di cui Beppe Grillo non ha parlato anche se nel 2009 proponeva la depenalizzazione della querela per diffamazione). Rischi generati anche da parte di chi contribuisce a creare un clima che fa "di tutta un'erba un fascio".
Beppe Grillo contro i giornalisti. Beppe Grillo che offende una donna. Cose già viste, già discusse, e che una parte dell'Italia era felice di essersi lasciata alle spalle. Quella stessa parte che ora rimpiange l'indignazione che saliva a furor di popolo quando si toccavano temi così delicati.

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