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Beppe Grillo: da "boom boom Napolitano" a è "il mio Presidente"

Beppe Grillo sul blog scrive: "Ho visto, al termine del suo mandato, il mio presidente della Repubblica". Beppe Grillo, che si appresta ad incontrare Giorgio Napolitano in quanto capo politico del MoVimento 5 Stelle, dopo i "boom boom" definisce il Capo dello Stato "un italiano che ha tenuto la schiena dritta".

"Come si cambia per non morire...Come si cambia per ricominciare..." cantava Fiorella Mannoia nel 1993. E qualcosa sembra essere cambiato anche in Beppe Grillo, che si appresta, in quanto capo politico del MoVimento 5 Stelle, ad incontrare Giorgio Napolitano (magari in compagnia di Gianroberto Casaleggio) durante il giro di consultazioni. La presa di posizione di Giorgio Napolitano, che non ha voluto incontrare Peer Steinbrueck (candidato cancelliere dell'SPD come successore di Angela Merkel) dopo che ha definito Beppe Grillo e Silvio Berlusconi "due clown", sembra infatti aver smosso qualcosa dentro l'animo del capo politico del MoVimento 5 Stelle. Beppe Grillo, nel suo blog, scrive: "Napolitano merita l'onore delle armi - e afferma - Ho visto, al termine del suo mandato, il mio presidente della Repubblica". Napolitano sembra quindi essere diventato, proprio a fine legislatura, anche il Presidente della Repubblica di Beppe Grillo, che sul blog sottolinea come il Capo dello Stato "in questi anni è stato criticato per molte scelte a mio avviso sbagliate".

Giorgio Napolitano, infatti, è stato criticato anche, e forse particolarmente, proprio da Beppe Grillo. Celebre il post intitolato emblematicamente "Boom boom Napolitano" dove prometteva: "Se il MoVimento 5 Stelle farà boom (come quello dei favolosi anni '60), il prossimo presidente non sarà un'emanazione dei partiti, come la Bonino, e neppure delle banche, come Rigor Montis". Non è certo l'unica volta che Beppe Grillo fa riferimento a Napolitano "parlamentare nel 1953, l'anno della morte di Stalin. Il simbolo di un'Italia pietrificata", come ricordava nell'agosto 2011 nel post "Maledetti bastardi, sono ancora vivo!" dove rivelava che la Polizia gli aveva "accennato a denunce per un possibile vilipendio" al Capo dello Stato. Nel maggio 2012, invece, Beppe Grillo invita Napolitano a "chiedere l'abolizione dell'articolo 278, o almeno la sua depenalizzazione" perché questo "sarebbe un bel gesto con cui farsi ricordare".

Beppe Grillo, invece, a quanto pare serberà un caro ricordo di Giorgio Napolitano in quanto suo Presidente della Repubblica perché, dopo le parole "fuori luogo o peggio" di Steinbrueck, ha giustamente tuonato che "l'Italia esige rispetto". C'è chi forse però si starà domandando se Beppe Grillo avrebbe definito ugualmente Napolitano "un italiano che ha tenuto la schiena dritta" se Steinbrueck avesse chiamato "clown" unicamente Silvio Berlusconi e di conseguenza il Capo dello Stato avesse pensato solo alla dignità dei "7.300.000 che hanno scelto il PDL". Qualcuno potrebbe pensare, visti i passati post, che forse in tal caso Beppe Grillo invece che con uno "chapeau!" avrebbe ringraziato Napolitano con dei suoi soliti moto a luogo.

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