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Beppe Grillo: chi invita a non votare a referendum andrebbe denunciato

Il 12 e 13 giugno si vota per il referendum, e come fa notare Beppe Grillo "in giro ci sono solo manifesti per il SI", perché "chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro" punta sul fatto che non si raggiunga il quorum.

Non solo Beppe Grillo, ma anche i cittadini più attenti hanno notato che per il referendum del 12 e 13 giugno "ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti" perché, spiega bene il comico genovese, "chi vuole il nucleare e impossessarsi dell'acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum". Questa volta, infatti, il quorum "rischia" di essere superato,come d'altronde aveva rivelato anche Silvio Berlusconi quando, in conferenza stampa con Sarkozy, spiegava candidamente che il governo ha introdotto la moratoria sul nucleare perché, a seguito di sondaggi, "se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire". E siccome "noi con la Francia abbiamo stipulato molti contratti", continuava Berlusconi a fine aprile scorso, si è fatto di tutto pur di cercare di impedire ai cittadini italiani di esercitare il loro diritto-dovere di andare ad esercitare quella sovranità popolare sancita dalla Costituzione. E ora che anche la Corte Costituzionale si è pronunciata sul fatto che il quesito sul nucleare è ammissibile, la campagna elettorare dei fautori del no sembra risolversi nell'usare quella "tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2", come scrive Beppe Grillo, facendo passare anche il messaggio che il voto del referendum è solo un diritto e non un dovere. Questo perché "sanno che l'opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne", continua Beppe Grillo, che sottolinea come sia "inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare - concludendo che - andrebbe denunciato". Il referendum, fa notare Beppe Grillo, "quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l'osceno balletto per depotenziarlo". "Il primo passo - spiega il leader del MoVimento 5 Stelle - è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi". Beppe Grillo quindi ricorda che "il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero)", concludendo con un ultimo appello: "Il 12 e il 13 giugno votate e portate a votare amici e parenti ai referendum. QUATTRO SI contro il nucleare, per l'acqua pubblica e perché chiunque sia uguale di fronte alla legge". QUATTRO MERAVIGLIOSI SI al referendum del 12 e 13 giugno per "un orgasmo democratico", chiude il comico con un ulteriore intervento.

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