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Beppe Grillo: chi è nel M5S e fa domande sulla democrazia va fuori!

Beppe Grillo, molto "democraticamente", avverte i suoi attivisti del MoVimento 5 Stelle che chi "fa domande su domande e si pone problemi della democrazia va fuori". Dalle palle e dal M5S, ovviamente.

Beppe Grillo, molto "democraticamente", ha avvertito i suoi attivisti (o portavoce, o cittadini) del MoVimento 5 Stelle che chi "fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del MoVimento va fuori!" "Dalle palle" e dal MoVimento 5 stelle, ovviamente. E se non se ne andranno da soli dal MoVimento 5 Stelle "andranno fuori" comunque, forse messi alla porta con un post scriptum dal loro capo politico Beppe Grillo, come già potrebbe immaginare qualcuno. Dall' ultimo post apparso sul blog di Beppe Grillo , insomma, sembra di capire che nel Movimento 5 Stelle non ci possano essere discussioni inerenti quei dubbi che potrebbero sorgere agli attivisti sulla, per esempio, poca trasparenza delle "parlamentarie" o sul fatto che "Casaleggio si tenga i soldi", come scrive lo stesso comico che non fa più ridere molti già da diverso tempo. Beppe Grillo infatti dice chiaro e tondo che gli attivisti del MoVimento 5 Stelle non devono andare a "rompergli i coglioni sulla democrazia" perché "si sta stufando, si sta arrabbiando seriamente". Qualcuno potrebbe però aver notato che Beppe Grillo non difende il suo operato e quello della Casaleggio Associati dissolvendo i dubbi dei attivisti (e non solo) "carte alla mano" (come si suol dire) e cioè snocciolando dati e spiegazioni a comportamenti che evidentemente, visto il tono del post, hanno fortemente deluso e indispettito proprio i suoi. Al contrario, fa "una domanda", e cioè: "Quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente lì? Ve lo dico io: 5 segretari di partito". Come a voler dire, che c'è qualcuno che fa anche peggio. Il problema è che il MoVimento 5 Stelle si è presentato come una forza politica trasparente che si oppone (e si frappone) alla vecchia politica, a quella "casta" che ci avrebbe portato a questo stato di crisi in cui versa l'Italia. Per questo lo standard di qualità del MoVimento 5 Stelle deve essere altissimo, e deve saper maturare e crescere proprio sulle critiche e sui problemi sollevati da interni e oppositori. Altrimenti, il M5S si ridurrà semplicemente a rappresentare il classico voto "di protesta" tra i partiti in lizza. Invece l'obiettivo di Beppe Grillo sembra essere, almeno per il momento, tutt'altro, e cioè la "presa della Bastiglia", del Parlamento: "Abbiamo poco tempo e le nostre forze devono essere indirizzate su queste cose, sulle cose reali, sul Programma, su quello che porteremo avanti, sulla campagna che ci aspetta". E non sulla democrazia interna. Beppe Grillo vuole avere infatti una "forza unita per arrivare a fare un risultato che mai potevamo aspettarci di avere", scrive ancora sul blog. E soprattutto, una "forza unita" silente e inquadrata, come in molti hanno probabilmente pensato.

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