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Beppe Grillo: chi di influencer ferisce di influencer perisce?

Beppe Grillo usa il suo solito registro linguistico per attaccare quelli che lui elegantemente chiama "schizzi di merda digitali". In altre parole, "orde di trolls" che sembra essere (ed agire) come "influencer".

Beppe Grillo, che non ha ancora messo a disposizione del MoVimento 5 Stelle il famoso portale dove gli attivisti potranno muoversi e dibattere in proprio, attacca chi utilizza il suo blog per commentare la politica dei "grillini" in Parlamento. Naturalmente, per Beppe Grillo le critiche arriverebbero da "orde di trolls" che, come i giornalisti ed i conduttori televisivi, sarebbero pagati "per spammare dalla mattina alla sera". Con il suo solito registro linguistico, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, forza non più extraparlamentare, descrive quelli che lui definisce elegantemente "schizzi di merda digitali", che si dividono in "'appellanti' per la governabilità per il bene del Paese", in "'votaBersani, votaBersani', o del 'votaGrasso, votaGrasso'", in "'divisori'" che "chiedono a Grillo di mollare Casaleggio, al M5S di mollare Grillo e a tutti gli elettori del M5S di mollare il M5S". In altre parole, utenti che criticano il MoVimento 5 Stelle, il loro modo di porsi e soprattutto la gestione Beppe Grillo - Gianroberto Casaleggio. Eppure, è stato proprio il cofondatore del MoVimento 5 Stelle ha mettere in risalto la figura dei cosiddetti influencer, spiegando in un post pubblicato sul sito della Casaleggio Associati , che "on line il 90% dei contenuti è creato dal 10% degli utenti, queste persone sono gli influencer, quando si accede alla rete per avere un'informazione, si accede ad un'informazione che di solito è integrata dall'influencer o è creata direttamente dall'influencer". "Queste persone in modo diretto o indiretto gestiscono le comunità on line - proseguiva Casaleggio - Gli influencer agiscono dove ci sono interazioni, quindi nell'ambito delle comunità on line", e sottolineava: "Gli influencer pubblicano un contenuto di questa natura, più di una volta al giorno". Ma perché Beppe Grillo tuona quindi contro quelli che lui chiama "orde di trolls" (per non ripetere il "francesismo da toilette") ma che sembrano anche rientrare nella categoria degli influencer? A spiegarlo è forse sempre lo stesso Gianroberto Casaleggio, che nel suo illuminante post chiarisce: "Un prodotto, un servizio on line è fortemente influenzato dall'opinione dei cosiddetti influencer, molto più per esempio dalla promozione diretta o dalla ricerca che viene creata dalle società con forti investimenti, se pensiamo per esempio a un prodotto di elettronica, il 60% degli acquisti on line viene orientato dagli influencer, quindi se per esempio il prodotto di elettronica viene osteggiato dall'influencer non viene venduto on line". Ed infatti Gianroberto Casaleggio precisava: "Gli influencer vanno valutati dalle aziende come asset strategici (...) perché gli influencer determinano la vendita di questi prodotti e servizi" e "senza una regia (...) una società può ottenere scarsi risultati".

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