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Beppe Grillo a eletti M5S: evitare tv. Video gaffe in radio

Beppe Grillo chiede agli eletti del MoVimento 5 Stelle di "evitare la partecipazione ai talk show televisivi", ma la radio non li premia ugualmente. Ecco le imbarazzanti gaffe dei neosenatori 5 Stelle Bartolomeo Pepe e Enza Blundo e l'idea riguardo la fiducia al governo del neodeputato "grillino" Carlo Sibilia.

Nel Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento viene espressamente chiesto ai deputati e ai senatori M5S di "evitare la partecipazione ai talk show televisivi". Un "diktat", questo, già noto, soprattutto dopo l'espulsione dal MoVimento 5 Stelle di Federica Salsi, che precedentemente aveva partecipato a Ballarò. Nel corso della trasmissione condotta da Giovanni Floris, però, Federica Salsi, nonostante la poca esperienza televisiva, aveva dimostrato tutta la sua competenza ed esperienza di consigliera comunale 5 Stelle. Non lo stesso si può dire di alcuni dei neoeletti del M5S, e dopo queste interviste qualcuno potrebbe finalmente intuire perché Beppe Grillo ha vivamente "sconsigliato" ai suoi attivisti di andare in televisione. I neosenatori Enza Blundo e Bartolomeo Pepe del MoVimento 5 Stelle, in effetti, hanno evitato la tv come da volontà del loro capo politico, ma la scelta della radio non sembra averli ugualmente premiati. A "La Zanzara" (vedi video), il "cittadino senatore" Bartolomeo Pepe dimostra di non sapere dove si trova il Senato, cos'è Palazzo Madama e persino di ignorare come si elegge il Presidente della Repubblica. Nel corso della trasmissione "Un giorno da pecora" (vedi video), invece, la "cittadina senatrice" Enza Blundo afferma di voler tagliare il numero dei parlamentari ma non sa quanti sono i seggi, né alla Camera né al Senato.

Non sembra essere stato da meno il neodeputato "grillino" Carlo Sibilia che pare aver sostenuto: "Per governare non c'è bisogno della fiducia di nessuna delle due Camere. Art. 94 della Costituzione. E' semplice e così faremo". All'articolo 94 della Costituzione, però, naturalmente si dice tutt'altro, dove al primo punto si precisa proprio: "Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere - e prosegue - Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione". Forse il "cittadino" Carlo Sibilia deve aver mal interprestato la parte: "Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni", dove però la Costituzione regola il caso in cui il governo non trova il consenso, nell'esercizio ordinario della sua funzione, su una specifica "proposta", appunto.

Solo ieri Beppe Grillo si vantava che "quello del MoVimento 5 Stelle è anche il gruppo con la maggiore percentuale di laureati: l'88%", anche se da più parti è stato fatto notare come il possedere un titolo di studio non porta automaticamente ad avere un cultura, anche in educazione civica. Carlo Sibilia è laureato, mentre Enza Blundo ha "solo" un diploma di istituto magistrale, anche se è una "insegnante nella scuola primaria di primo grado, in ruolo" come si legge nel suo curriculum. Nel curriculum di Bartolomeo Pepe, invece, non si capisce, quale titolo di studio abbia conseguito.

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