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Beppe Grillo a Montecitorio. Ma senza TV il "Cozza Day" non esiste

Beppe Grillo ha deposto, davanti Montecitorio, un sacco di "cozze avariate", che rappresentano simbolicamente lo stato della politica in Italia. Con un diverse centinaia di persone, ma il leader del MoVimento 5 Stelle sembra essere stato oggetto da "mobbing mediatico".

Molti di quelli che avevano ancora dei dubbi sul fatto che i media mainstream abbiano un sistema di trasmissione simile a quello utilizzato dagli alieni de "L'invasione degli ultracorpi" (romanzo di fantascienza di Jack Finney del 1955) probabilmente dopo quello che è successo ieri si saranno dovuti definitivamente ricredere. I pochissimi che hanno scritto (o parlato) del "Cozza Day" di Beppe Grillo, infatti, sembrano essere stati solo coloro che tentano ancora di resistere all' "assimilazione", e controcorrente (e contro tutti) hanno dato di fatto quella che tecnicamente era ormai una cosiddetta "non notizia", visto che i maggiori media italiani non hanno reputato importante il fatto che davanti a Montecitorio si siano radunate centinaia di persone per ricordare che dentro un cassetto in qualche "stanza dei bottoni" vi è una proposta di legge popolare firmata da 350.000 persone, quella sul cosiddetto "Parlamento pulito". Naturalmente ignorata da 4 anni, come è stato ignorato Beppe Grillo che ha deposto simbolicamente "mitili avariati" davanti a Montecitorio, come eloquente metafora di tutti quei "politici, banchieri, giornalisti, concessionari camuffati da imprenditori attaccati allo stesso scoglio", come si legge sul suo blog. Purtroppo quello che è successo ieri sembra dimostrare, emblematicamente, che il "popolo della rete", che lo stesso Beppe Grillo sprona a "non arrendersi mai", in realtà esiste quanto il "popolo dei fax" di antica memoria, o meglio è spesso numericamente sovrastimato. Quando si "raduna" è per la maggior parte delle volte, come notano ormai già da qualche tempo attenti osservatori, in risposta alla "sollecitazione" dei canali televisivi mainstream, che sposano o meno una causa, più o meno esplicitamente. Questa volta Beppe Grillo sembra infatti essere stato vittima del cosiddetto "mobbing mediatico", descritto bene in un articolo dell'Avvenire (http://is.gd/plbnQR), che consiste nel "ci sei ma non esisti". A dimostrazione che l'esistenza catodica è ancora essenziale e fondamentale per "l'esistenza in vita" di iniziative e movimenti politici, il fatto per esempio che il video postato sul blog di Beppe Grillo, il più visto in Italia e 127esimo sito italiano secondo Alexa, è stato visualizzato solamente da circa 300 persone (aggiornato alle ore 1.33 del 11 settembre 2011 - http://is.gd/ZTCsuT). E gli altri, si sarà domandato qualcuno? Forse si sono "addormentati" e fuoriusciti dal "baccello" già da diverso tempo.

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