le notizie che fanno testo, dal 2010

Beppe Grillo: Pisapia e il Truman Show della politica

Beppe Grillo scrive un post sul suo blog su Pisapia, o meglio "Pisapippa", facendo capire che a Milano ha vinto solo il "Sistema". Molti i commenti che "attaccano" il comico, anche se a ben vedere Grillo non ha detto niente di nuovo. E' solo la persona "criticata" che è diversa.

Beppe Grillo scrive, come sempre, un suo post sul suo blog, e sotto, come sempre, c'è chi lo commenta. C'è chi è d'accordo, la maggioranza di solito, e anche chi non lo è. Questa volta sembra che ci siano stati un po' più commenti contrari (e contrariati) ad un post che il comico genovese, e leader del MoVimento 5 Stelle, ha pubblicato su Pisapia, neo sindaco di Milano. O meglio, su "Pisapippa", che viene simbolicamente rappresentato come il protagonista del "The Truman Show", perché ciò che ha vinto a Milano, secondo Beppe Grillo, è il "Sistema". E ciò è bastato (e nemmeno il fallout radioattivo mondiale di Fukushima ci riesce) a far comparire sulla stampa e sulle televisioni la notizia che Beppe Grillo è stato durante contestato, perché ha scritto che Pisapia, come probabilmente molti altri esponenti politici (anche nel Pdmenoelle come ama chiamarli il comico), fanno parte dello stesso "Sistema". Idee che Beppe Grillo ha già espresso migliaia di altre volte. Chi segue Beppe Grillo dovrebbe sapere un po' come la pensa, da anni, e cioè che per lui destra e sinistra sono uguali, anche perché altrimenti forse non si sarebbe imbarcato in questa avventura del MoVimento 5 Stelle. Beppe Grillo scrive: "Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto. Se sono vecchie, le fa passare per nuove. Se sono nuove le fagocita con la tessera di partito e ruoli di rappresentanza". Niente di nuovo, quindi, da Grillo. C'è chi condivide in pieno il pensiero del comico e chi è assolutamente contrario. La differenza forse è che questa volta l'attacco frontale è stato rivolto verso Pisapia, che si è presentato come colui che ha fatto "cambiare il vento". E magari lo cambia davvero, tanto che il comico genovese concede il beneficio del dubbio al neo sindaco di Milano: "Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell'EXPO 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi degli assessori comunali, mi ricrederò". Ma sospetta anche che "tutto cambia perché nulla cambi". E questo perché, fa intendere, a Milano (e a Napoli) erano tutti in piazza a festeggiare mentre in pochissimi per esempio scendono per il referendum del 12 e 13 giugno, anche se il governo rischia di far saltare almeno un quesito, quello sul nucleare (deciderà la Cassazione). Come nessuno ha colto l'occasione dell'Italian Revolution portando in piazza le istanze degli "indignados" italiani. E se non è scesa in piazza quando c'era Berlusconi, sembra forse la naturale conclusione dell'amaro ragionamento di Grillo, probabilmente lo farà ancor di meno ora che "il vento è cambiato". Forse quello di Beppe Grillo era un monito, e cioè che in democrazia non c'è spazio per nessun tipo di personalismo, né a destra né a sinistra. E di essere sempre vigili, anche dal "Pdmenoelle, lo stesso che ha garantito per 18 anni a Berlusconi 'una vita che non è mai tardi', che ha permesso lo Scudo Fiscale, votato l'indulto, che non ha reso possibile l'accorpamento tra elezioni amministrative e referendum (bastava un solo voto, ma erano assenti 10 pdmenoellini, tra cui Fassino, e 2 Idv, pensate che sia un caso?), che ha regalato tre frequenze nazionali pubbliche a Berlusconi chiedendo in cambio solo l'uno per cento del fatturato, che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando era al governo e neppure ha modificato la legge porcata di Calderoli".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: