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Beppe Grillo: Berlusconi? Colpa pensionati con 2 case. Voto a 16 anni

I risultati di queste elezioni 2013 "soddisfano" ma non troppo Beppe Grillo. A La Cosa, il capo politico del MoVimento 5 Stelle spiega che "bisogna tornare a fare il voto a 16 anni" perché non aveva "tenuto conto di questa guerra generazionale", combattuta a quanto pare dalla classe media.

Beppe Grillo è "soddisfatto" ma non troppo dal risultato di queste elezioni 2013. Nonostante il MoVimento 5 Stelle sembra essere il primo partito alla Camera, al suo capo politico pare non bastare, e intervenendo a La Cosa precisa che queste elezioni 2013 sono state solo una "prova generale". Ma cosa non è piaciuto a Beppe Grillo? Tutti ammettono infatti che il MoVimento 5 Stelle abbia fatto finalmente il tanto agognato "boom". Ma Beppe Grillo spiega: "Non abbiamo tenuto conto di questa guerra generazionale". A Beppe Grillo, infatti, pare non essere andato giù il voto democraticamente elargito agli altri partiti, in particolare al PDL di Silvio Berlusconi, affermando: "Come si fa a riconsegnare a Berlusconi il Paese, ma solo per 6 mesi, un anno, perché è tanto quello il tempo. Veramente, credo che sia un crimine contro la galassia". Beppe Grillo ammette infatti di avere una "leggera pena" al pensiero che "ad un uomo che ha contribuito ad affossare il Paese venga di nuovo riconsegnata una fetta di Paese". Beppe Grillo sembra avere bene chiaro in mente chi ha votato Silvio Berlusconi, dicendo di provare un "senso di malessere" nel pensare "a questi 15-18 milioni di persone che galleggiano, perché sono stati solo un po' sfiorati dalla crisi". Il capo politico del MoVimento 5 Stelle poi specifica: "Parlo di quei pensionati non proprio da minima che hanno una casa più un'altra casa, che bene o male hanno vivacchiato, a discapito poi di altri milioni che non ce la fanno più - e chiarisce - Il problema dell'Italia sono queste persone, finché non gli toccheranno gli stipendi, parlo di gente che è nel pubblico, o le pensioni...immobilizzare così il Paese...ma dureranno poco, durerà poco la situazione, molto poco". E allora, ecco la soluzione di Beppe Grillo per evitare che questi "pensionati con due case e con una pensione poco sopra la minima" e i "dipendenti pubblici" condizionino troppo il voto elettorale. "Bisognerà fare due calcoli - spiega il capo politico del MoVimento 5 Stelle - perché ci sono una ventina di milioni di italiani che hanno galleggiato sulla crisi e quindi non hanno voluto osare né tantomeno spostare l'attenzione, perché forse sotto sotto gli sta bene così". Beppe Grillo quindi anticipa: "Bisogna tornare a fare il voto a 16 anni, e ad entrare in Parlamento a 18 anni, come in Austria e Francia". Qualcuno potrebbe pensare che il calcolo che Beppe Grillo sembra essersi fatto pare facile da intuire, e cioè aumentare il proprio bacino elettorale con quella fetta di popolazione che vive sui social network. I figli, cioè, mantenuti proprio da quella classe media descritta dal capo politico del MoVimento 5 Stelle in una maniera che qualcuno potrebbe forse giudicare, eufemisticamente, sprezzante.

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