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Twitter e il Papa: "E i tweets portarono frutto e si moltiplicarono"

Su Twitter Papa Benedetto XVI ha avuto un boom di "followers" ormai arrivati ad oltre un milione. Ma non sono i numeri che contano, come analizzava una settimana prima dal primo tweet padre Federico Lombardi, ma la novità di "un nuovo servizio del Vangelo".

Papa Benedetto XVI al termine dell'Udienza Generale di mercoledì 12 dicembre, subito dopo la benedizione, ha inviato in diretta da un tablet il suo primo tweet dal suo account @Pontifex_it: "Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore". Il primo storico tweet del Papa è stato pubblicato contemporaneamente in inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, polacco, arabo e francese sui rispettivi account: @Pontifex; @Pontifex_es; @Pontifex_pt; @Pontifex_de; @Pontifex_pl; @Pontifex_ar; @Pontifex_fr. Grande è stato l'affetto per il Papa da parte del social network "a 140 caratteri" tanto che l'account "internazionale" del Santo Padre, @Pontifex, ha raggiunto oltre un milione di follower. Ciò che invece ha colpito alcuni attenti osservatori è come in Italia l'entrata di Papa Benedetto XVI su Twitter abbia suscitato diverse "reazioni stereotipate" che si immaginavano ormai fuori tempo, rispetto alla "modernità" scandita dai social network. A questo proposito è interessante, anche in quanto pubblicato una settimana prima, un editoriale di padre Federico Lombardi per Octava Dies (il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano) che "prevedeva" l'accoglienza digitale che poi effettivamente c'è stata. Padre Federico Lombardi descrive il debutto di Papa Benedetto XVI su Twitter a mo' di favola: "Il nuovo twittatore uscì nel continente digitale per twittare. Alcuni abitanti del continente dissero: 'Che ci fa qui questo intruso? In questo campo solo noi sappiamo che cosa e come bisogna twittare!'. E lo presero in giro e gli volsero le spalle. Altri abitanti dissero: 'Interessante e divertente! Vediamo se avrà più followers di altri VIP, attori o calciatori'. E fecero le loro considerazioni sui numeri, ma non pensarono a cosa dicevano i tweets e dopo un po' se ne disinteressarono. Altri dissero: 'Bene. C'è qualcuno che si preoccupa di dirci delle cose che ritiene importanti per ognuno di noi. Staremo attenti per vedere e sentire, e saremo contenti di ritwittare ai nostri amici in ricerca come noi'. E i tweets portarono frutto e si moltiplicarono, per trenta, per sessanta, per cento... Chi ha orecchi per intendere, intenda". Padre Federico Lombardi nel suo editoriale spiega poi come la "stringatezza" di Twitter non sia certo "nuova" alla religione cattolica. "140 caratteri – quanti ne contiene un tweet – non sono pochi. La maggior parte dei versetti del Vangelo ne ha di meno; le beatitudini sono molto più brevi. Un po' di concisione non fa male. Da secoli sappiamo che ascoltare una parola di Gesù al mattino e portarla nella mente e nel cuore sostiene il cammino di un giorno... o di una vita. Ma bisogna capire perché questa parola è importante, da dove viene e dove va, in quale contesto di vita trova il suo senso. Insomma, il tweet non porta la vita da solo e automaticamente. Non per nulla può incontrare di fatto un'accoglienza entusiastica, ma anche un rifiuto". Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede spiega ancora il senso della semina digitale del Santo Padre: "Il seme cade su un terreno sassoso o in mezzo ai rovi dei pregiudizi negativi e soffoca, ma cade anche su un terreno buono e disponibile e così porta frutto e si moltiplica". "Naturalmente il mondo non si salverà a colpi di tweet - conclude il suo editoriale padre Federico Lombardi -, ma sul miliardo di battezzati cattolici e sui sette miliardi del mondo, alcuni milioni di persone potranno sentire anche per questa via il Papa più vicino, dire una parola per loro, una scintilla di saggezza da portare nella mente e nel cuore e da condividere con gli amici di tweet. Un nuovo servizio del Vangelo".

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