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Papa: la libertà dell'uomo e la potenza di Dio procedono insieme

Papa Benedetto XVI, in questa quinta domenica del tempo Pasquale, rammenta che "il bene viene dal Signore", per questo il 4 maggio invitava gli Stati a non trascurare la "perdita di riferimento dei valori spirituali, di Dio".

Venerdì scorso 4 maggio, in occasione dell'incontro con cinque nuovi Ambasciatori non residenti presso la Santa Sede (il Signor Teshome Toga Chanaka - Etiopia; la Signora Dato' Ho May Yong - prima rappresentante diplomatica della Malesia; il Signor David Cooney - Irlanda; il Signor Naivakarurubalavu Solo Mara - Repubblica di Fiji e il Signor Viguen Tchitetchian - Armenia), Papa Benedetto XVI, partendo dal presupposto che "lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ha reso, in un certo modo, il nostro pianeta più piccolo" e dalla "constatazione dalla grande sofferenza provocata nel mondo dalla povertà e dalla miseria di beni materiali e spirituali" ha invitato tutti "ad una nuova mobilitazione per far fronte, nella giustizia e nella solidarietà, a tutto ciò che minaccia l'uomo, la società e l'ambiente".
Il Santo Padre ricorda come in quest'ultimo periodo si stiano sviluppando "in modo drammatico nuove forme di povertà" tanto che "la crisi economica mondiale porta un numero crescente di famiglie a vivere nella precarietà".
Papa Ratzinger quindi avverte che "quando la creazione e la moltiplicazione dei bisogni fanno aumentare la possibilità illimitata di fruizione e di consumo, la mancanza dei mezzi necessari per il loro accaparramento causa sentimenti di frustrazione. (...) E quando la miseria coesiste con la grande ricchezza, nasce un'impressione di ingiustizia che può diventare fonte di rivolta - sottolineando - Conviene perciò che gli Stati garantiscano che le leggi sociali non aumentino le disuguaglianze e permettano alle popolazioni di vivere in maniera dignitosa".
Papa Benedetto XVI esorta quindi le nazioni ad aspirare ad uno sviluppo che riguardi "ogni persona nella sua interezza, e non soltanto la crescita economica", consigliando: "Esperienze come il microcredito e iniziative per creare patti associativi equi, dimostrano che è possibile armonizzare obiettivi economici con il vincolo sociale, la gestione democratica e il rispetto della natura. E' bene anche, per esempio, ridando loro la nobiltà che meritano, promuovere il lavoro manuale e l'agricoltura che siano, innanzitutto, al servizio della popolazione locale".
Il Santo Padre non manca però di ricordare che "per rinforzare il fattore umano della realtà socio-politica, non bisogna trascurare un'altra specie di miseria: quella della perdita di riferimento dei valori spirituali, di Dio" anche perché "questo vuoto rende più difficile il discernimento del bene e del male e il superamento degli interessi personali in vista del bene comune".
Per questo, continua Papa Ratzinger, "gli Stati hanno il dovere di valorizzare il loro patrimonio culturale e religioso che contribuisce allo sviluppo di una nazione, e di facilitarne l'accesso a tutti, perché familiarizzandosi con la storia, ognuno riscopra le radici della propria esistenza".
"La religione - conclude infine Papa Benedetto XVI - permette di riconoscere nell'altro un fratello in umanità. Lasciare a tutti la possibilità di conoscere Dio, e ciò in piena libertà, significa aiutare a forgiarsi una personalità interiormente forte che renda capace di testimoniare e di fare il bene anche quando costi sacrificio. (...) Così si potrà edificare una società dove la sobrietà e la fraternità vissute prevalgano sulla miseria, sull'indifferenza e l'egoismo, sul profitto e lo spreco e soprattutto sull'esclusione".
Ma "come è possibile tenere insieme la libertà dell'uomo e il non poter far nulla senza Dio?". E' questa la domanda che si poneneva nel V secolo, ma ancora attualissima, un fedele che scriveva a Giovanni il Profeta, vissuto nel deserto di Gaza. Il Papa ricorda oggi, prima del Regina Caeli e commentando le parole del Vangelo di questa quinta domenica del Tempo Pasquale, la risposta del monaco, che spiegò al fedele: "Se l'uomo inclina il suo cuore verso il bene e chiede a Dio l'aiuto, ne riceve la forza necessaria per compiere la propria opera. Perciò la libertà dell'uomo e la potenza di Dio procedono insieme. Questo è possibile perché il bene viene dal Signore, ma esso è compiuto grazie ai suoi fedeli".

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