le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa, gay e Kadaga, relatrice di diritti umani tra Fini e Rutelli

Il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale della Pace è stato completamente stravolto e sapientemente distorto da alcuni media, oltretutto associando un fatto che non c'entrava niente con le parole del Santo Padre. E chi si è scandalizzato di Rebecca Kadaga ad una Udienza Generale del Papa non ha fatto altrettanto quando la portavoce ugandese ha parlato, in un'aula della Camera, di diritti umani, tra Gianfranco Fini e Francesco Rutelli.

Il telefono senza fili di Twitter stravolge completamente il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale della Pace perché "presentato da molte voci e testate italiane in modo del tutto parziale e travisato", come precisa oggi il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Un messaggio di Pace che "auspica un nuovo modello economico e la fine della dittatura del relativismo", come riassume Radio Vaticana nel titolo di un servizio, è quindi addirittura diventato un attacco "mortale" contro l'omosessualità, e questo per il fatto che "la regola delle cinque W è stata sostituita da un'altra regola, quella delle cinque S (sport, spettacolo, sano, sesso, soldi)", come denuncia anche il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, a Palermo per partecipare al convegno Deontologia e riforme nella professione giornalistica.

Alcuni media, infatti, hanno volutamente viziato l'informazione associando ad alcune parole pronunciate dal Papa (ma estrapolate dal suo contesto) un fatto successo il giorno prima. In un breve passaggio del Messaggio per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale della Pace, Papa Benedetto XVI ritorna infatti "sulla visione del matrimonio fra un uomo e una donna, come profondamente diverso da forme radicalmente diverse di unione e afferma che ciò è riconoscibile dalla ragione umana e, insieme agli altri principi essenziali di una corretta visione della persona e della società, anzitutto la tutela della vita, va difeso se si vuol costruire la pace su solide basi e cercare con lungimiranza il bene della società umana" riassume padre Federico Lombardi, aggiungendo come questa "è la visione che la Chiesa non si stanca di ribadire in un tempo in cui questo punto appare continuamente sotto attacco in molti Paesi" e che quindi "la reazione appare scomposta e sproporzionata, fatta di grida più che di ragionamenti, quasi intesa a intimidire chi vuole sostenere liberamente tale visione nella pubblica arena".

Ma non solo. Oltre che mettere letteralmente in bocca al Papa concetti mai espressi, alcuni giornali hanno sapientemente distorto il messaggio riportando il fatto che il giorno prima (il mercoledì, giorno dell'Udienza generale) Rebecca Kadaga, Speaker del Parlamento ugandese, ha partecipato insieme ad una delegazione di parlamentari ugandesi di cui era a capo e a migliaia di pellegrini ad una Messa in Vaticano. Kadaga ha quindi consegnato al Papa "un ritratto dell'Uganda Martyrs Shrine di Namugongo" e tutta la delegazione è stata benedetta dal Santo Padre (quindi non solo la portavoce), come da nota stampa del Parlamento dell'Uganda. In Uganda, come purtroppo in molti altri Paesi dell'Africa ma non solo, avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso è ancora illegale e il reato viene punito anche con la reclusione. A far accapponare la pelle a certi media il fatto che Rebecca Kadaga sia favorevole ad una legge, in discussione, che aggraverebbe tali pene (nell'ultima revisione pare che almeno la pena di morte sia stata per fortuna eliminata).

Cosa c'entri quindi il Messaggio di pace di Benedetto XVI con il fatto che Rebecca Kadaga abbia partecipato ad una Udienza Generale (che come ricorda anche Wikipedia "non è riservata a persone o a gruppi specifici ma è aperta a chiunque desideri parteciparvi") non è davvero chiaro, anche se a molti è compresibilissima la manovra che sembra tesa ad "oscurare molti aspetti dello stesso Messaggio del Papa di straordinaria attualità e forza, che andrebbero invece meditati con grande attenzione", spiega sempre padre Federico Lombardi. "Il Messaggio dice cose urgenti e fondamentali per l'umanità di oggi - conclude infatti il direttore della Sala Stampa vaticana - che non vanno dimenticate per il solo fatto che chiede di opporsi a una 'equivalenza giuridica' fra il matrimonio fra un uomo e una donna e 'forme radicalmente diverse di unione' ".

Chi poi si è accapponato la pelle per il fatto che Rebecca Kadaga abbia partecipato ad una Udienza Generale del Papa si è stranamente dimenticato di sottolineare il vero motivo per cui la portavoce dell'Uganda era a Roma, e cioè per partecipare come relatrice alla "VII Assemblea parlamentare consultiva per la Corte penale internazionale (CPI) e lo Stato di diritto". E dove si svolgeva questa assemblea? Nella "Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari" della Camera dei Deputati. Rebecca Kadaga è stata quindi invitata (il convegno non era infatti "aperto a chiunque desiderava parteciparvi") dallo Stato italiano ad esprimere la sua posizione in una "Conferenza parlamentare mondiale sui diritti umani". Sì, proprio sui diritti umani.

Ma non solo. Lo stesso giorno in cui è intervenuta Rebecca Kadaga, erano presenti tra gli altri Gianfranco Fini, il ministro della Giustizia Paola Severino, Franco Frattini, Francesco Rutelli, Renato Schifani, il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, tutti naturalmente allietati dal messaggio d'apertura del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nessun giornale italiano però si è stracciato le vesti per il fatto che "l'anti-gay" Rebecca Kadaga abbia parlato di diritti umani in un'aula della Camera con alti rappresentati dello Stato italiano, e nessuno di questi è stato oggetto di un attacco mediatico pari a quello lanciato contro Papa Benedetto XVI. E magari con la Kadaga qualche politico italiano ci ha preso pure un caffè.

E' impossibile riportare anche solo uno dei migliaia di tweet lanciati ieri contro il Papa sull'account @pontifex, messaggi guidati purtroppo da una informazione colpevolmente distorta. Ma forse ora si può comprendere ancora meglio perché Papa Benedetto XVI ha scelto di iscriversi personalmente a Twitter, e cioè per cercare di avere quello stesso rapporto uno ad uno che anche Gesù aveva con il suo prossimo. E Gesù è stato crocifisso perché non compreso.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: