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Papa e Sant'Alfonso: "Chi prega si salva, chi non prega si danna!"

Papa Benedetto XVI, anche se in vacanza (si fa per dire) riprende le Udienze Generali dedicate alla "scuola di preghiera". Questo mercoledì il protagonista è sant'Alfonso Maria de' Liguori, che considerava principalmente la preghiera come "mezzo necessario e sicuro per ottenere la salvezza e tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per conseguirla".

Papa Benedetto XVI ha dato ancora una volta prova della sua infaticabilità dato che, proprio nel suo periodo di riposo a Castel Gandolfo, ha deciso di ricominciare con le Udienze Generali del mercoledì dedicate alla preghiera. Il Santo Padre ieri ha incontrato fedeli e pellegrini nella nella Piazza della Libertà antistante il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, per ricordare la figura di sant'Alfonso Maria de' Liguori di cui proprio il primo agosto ricorreva la memoria liturgica. Papa Benedetto XVI introduce sinteticamente la figura del santo: "sant'Alfonso Maria de' Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, Redentoristi, patrono degli studiosi di teologia morale e dei confessori". Il Santo Padre evidenzia come Sant'Alfonso sia uno dei santi più popolari del XVIII secolo per il suo "stile semplice e immediato", così come autore, nel 1759 del trattato "Del gran mezzo della Preghiera" che lui stesso, dice sempre il Papa, "considerava il più utile tra tutti i suoi scritti". Osserva infatti Papa Benedetto citando l'"Introduzione", che la preghiera per Sant'Alfonso è descritta come "il mezzo necessario e sicuro per ottenere la salvezza e tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per conseguirla". Spiega il Santo Padre: "Innanzitutto, dicendo che è un mezzo, ci richiama al fine da raggiungere: Dio ha creato per amore, per poterci donare la vita in pienezza; ma questa meta, questa vita in pienezza, a causa del peccato si è, per così dire, allontanata - lo sappiamo tutti - e solo la grazia di Dio la può rendere accessibile. Per spiegare questa verità basilare e far capire con immediatezza come sia reale per l'uomo il rischio di 'perdersi', sant'Alfonso aveva coniato una famosa massima, molto elementare, che dice: 'Chi prega si salva, chi non prega si danna!'. A commento di tale frase lapidaria, aggiungeva: 'Il salvarsi insomma senza pregare è difficilissimo, anzi impossibile...ma pregando il salvarsi è cosa sicura e facilissima' (II, Conclusione)". Così Papa Benedetto XVI riassume il pensiero di sant'Alfonso: "Dicendo quindi che la preghiera è un mezzo necessario, sant'Alfonso voleva far comprendere che in ogni situazione della vita non si può fare a meno di pregare, specie nel momento della prova e nelle difficoltà. Sempre dobbiamo bussare con fiducia alla porta del Signore, sapendo che in tutto Egli si prende cura dei suoi figli, di noi. Per questo, siamo invitati a non temere di ricorrere a Lui e di presentargli con fiducia le nostre richieste, nella certezza di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno". Lo stesso Sant'Alfonso, ricorda il Santo Padre: "riporta l'esempio di san Filippo Neri - molto interessante –, il quale 'dal primo momento in cui si svegliava la mattina, diceva a Dio: 'Signore, tenete oggi le mani sopra Filippo, perché se no, Filippo vi tradisce'' (III, 3) Grande realista! Egli chiede a Dio di tenere la sua mano su di lui. Anche noi, consapevoli della nostra debolezza, dobbiamo chiedere l'aiuto di Dio con umiltà, confidando sulla ricchezza della sua misericordia". L'intera Udienza Generale del primo agosto 2012 , molto interessante da leggere nella sua interezza, è disponibile come sempre sul sito della Santa sede.

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