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Papa: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano

Papa Benedetto XVI prima dell'Angelus commenta le letture che "ci parlano della volontà di Dio di rendere partecipi gli uomini della sua vita". "Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio" dice il Santo Padre.

Papa Benedetto XVI dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano prima della consueta recita dell'Angelus si è rivolto ai fedeli ed ai pellegrini in Piazza San Pietro per una meditazione sulle letture bibliche della settima domentica del Tempo Ordinario.
Dice Santo Padre: "In questa settima domenica del Tempo Ordinario, le letture bibliche ci parlano della volontà di Dio di rendere partecipi gli uomini della sua vita: 'Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo' - si legge nel Libro del Levitico. Con queste parole, e i precetti che ne conseguono, il Signore invitava il popolo che si era scelto ad essere fedele all'alleanza con Lui camminando sulle sue vie e fondava la legislazione sociale sul comandamento 'amerai il tuo prossimo come te stesso'. Se ascoltiamo, poi, Gesù, nel quale Dio ha assunto un corpo mortale per farsi prossimo di ogni uomo e rivelare il suo amore infinito per noi, ritroviamo quella stessa chiamata, quello stesso audace obiettivo".
Continua il Papa: "In che modo possiamo imitare Gesù? Gesù stesso dice: 'Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli'. Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall'amore e destinata all'eternità. L'apostolo Paolo aggiunge: 'Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?'. Se siamo veramente consapevoli di questa realtà, e la nostra vita ne viene profondamente plasmata, allora la nostra testimonianza diventa chiara, eloquente ed efficace".
Ed è proprio amare chi ci fa del male, chi ci umilia, chi ci accusa ingiustamente è una delle prove più ardue, non solo perché fa comprendere che il perdono è prerogativa per essere perdonati, ma perché amare chi ci "danneggia" mette alla prova l'amor proprio e la presunzione insita nell'essere umano.
Il Santo Padre, nel concludere la sua meditazione prima della preghiera mariana (http://is.gd/Qgj2XF) ricorda: "Un autore medievale ha scritto: 'Quando l'intero essere dell'uomo si è, per così dire, mescolato all'amore di Dio, allora lo splendore della sua anima si riflette anche nell'aspetto esteriore', nella totalità della vita. "Grande cosa è l'amore – leggiamo nel libro dell'Imitazione di Cristo – un bene che rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile. L'amore aspira a salire in alto, senza essere trattenuto da alcunché di terreno. Nasce da Dio e soltanto in Dio può trovare riposo".

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