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Papa all'Angelus: essere cristiani comporta una rinascita, dall'alto

Papa Benedetto XVI in occasione della Festa del Battesimo del Signore, prima dell'Angelus ricorda come si debba" fare memoria del proprio Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via della vita eterna", soprattutto in occasione dell'Anno della fede.

Papa Benedetto XVI la scorsa Domenica, Festa del Battesimo del Signore si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli giunti a Piazza San Pietro. Prima di recitare la preghiera mariana il Santo Padre ricorda che "con questa domenica dopo l'Epifania si conclude il Tempo liturgico del Natale: tempo di luce, la luce di Cristo che, come nuovo sole apparso all'orizzonte dell'umanità, disperde le tenebre del male e dell'ignoranza". Riflette Papa Ratzinger: "Celebriamo oggi la festa del Battesimo di Gesù: quel Bambino, figlio della Vergine, che abbiamo contemplato nel mistero della sua nascita, lo vediamo oggi adulto immergersi nelle acque del fiume Giordano, e santificare così tutte le acque e il cosmo intero – come evidenzia la tradizione orientale. Ma perché Gesù, in cui non c'era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni? Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme con tante persone che così volevano prepararsi alla venuta del Messia? Quel gesto – che segna l'inizio della vita pubblica di Cristo, – si pone nella stessa linea dell'Incarnazione, della discesa di Dio dal più alto dei cieli all'abisso degli inferi. Il senso di questo movimento di abbassamento divino si riassume in un'unica parola: amore, che è il nome stesso di Dio". Papa Benedetto XVI spiega il "senso" del Battesimo di Gesù: "Narra l'evangelista Luca che mentre Gesù, ricevuto il battesimo, «stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: 'Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento'» (3,21-22). Questo Gesù è il Figlio di Dio che è totalmente immerso nella volontà di amore del Padre. Questo Gesù è Colui che morirà sulla croce e risorgerà per la potenza dello stesso Spirito che ora si posa su di Lui e lo consacra. Questo Gesù è l'uomo nuovo che vuole vivere da figlio di Dio, cioè nell'amore; l'uomo che, di fronte al male del mondo, sceglie la via dell'umiltà e della responsabilità, sceglie non di salvare se stesso ma di offrire la propria vita per la verità e la giustizia". Il Santo Padre quindi si sofferma su un pensiero: "Essere cristiani significa vivere così, ma questo genere di vita comporta una rinascita: rinascere dall'alto, da Dio, dalla Grazia. Questa rinascita è il Battesimo, che Cristo ha donato alla Chiesa per rigenerare gli uomini a vita nuova. Afferma un antico testo attribuito a sant'Ippolito: «Chi scende con fede in questo lavacro di rigenerazione, rinuncia al diavolo e si schiera con Cristo, rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio, si spoglia della schiavitù e si riveste dell'adozione filiale» (Discorso sull'Epifania, 10: PG 10, 862)". Papa Benedetto XVI ricorda come "stamani ho avuto la gioia di battezzare un folto gruppo di bambini che sono nati negli ultimi tre o quattro mesi" e conclude le sue parole prima dell'Angelus: "In questo momento vorrei estendere la mia preghiera e la mia benedizione a tutti i neonati; ma soprattutto invitare tutti a fare memoria del proprio Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via della vita eterna. Possa ogni cristiano, in quest'Anno della fede, riscoprire la bellezza di essere rinato dall'alto, dall'amore di Dio, e vivere come figlio di Dio".

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