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Papa al Torrino: Trasfigurazione è un momento anticipato di luce

Papa Benedetto XVI in visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, e accolto dai bambini osserva: "Allora Roma vive e vivrà anche domani!". Al centro della seconda domenica di Quaresima la Trasfigurazione di Cristo.

In questa seconda domenica di Quaresima Papa Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, nel settore Sud della Diocesi di Roma.
Prima di tutto, il Santo Padre ha salutato i bambini della catechesi parrocchiale, esternando tutta la sua gioia nell'essere accolto dalle nuove generazioni. "Allora Roma vive e vivrà anche domani!" afferma infatti il Papa, e rivolgendosi ai bambini li esorta ad una vita pienamente cristiana: "Voi siete in cammino di Catechesi: imparate Gesù, imparate che cosa ha fatto, detto, sofferto; imparate, così, anche la Chiesa, i Sacramenti e così imparate anche a vivere, perché vivere è un'arte, e Gesù ci mostra quest'arte".
"Venendo oggi in mezzo a voi, ho notato la particolare posizione di questa chiesa, posta nel punto più alto del quartiere, e dotata di un campanile slanciato, quasi un dito o una freccia verso il cielo - spiega Papa Benedetto XVI nel corso dell'omelia - Mi pare sia questa una indicazione importante: come i tre apostoli del Vangelo, anche noi abbiamo bisogno di salire sul monte della trasfigurazione per ricevere la luce di Dio, perché il suo Volto illumini il nostro volto".
La seconda di Quaresima, infatti, "si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo" come ricorda anche nel corso dell'Angelus Papa Ratzinger, attraverso la prima Lettura che "ci riferisce l'episodio in cui Dio mette alla prova Abramo (cfr Gen 22,1-18)". "Abramo si fida totalmente di Dio, da essere disposto anche a sacrificare il proprio figlio e, con il figlio, il futuro, perché senza figlio la promessa della terra era niente, finisce nel niente" spiega il Papa durante l'omelia alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle, sottolineando come quello di Abramo "è realmente un atto di fede radicalissimo" ma precisando che "Dio non vuole la morte, ma la vita, il vero sacrificio non dà morte, ma è la vita e l'obbedienza di Abramo è diventa fonte di una immensa benedizione fino ad oggi".
Nella seconda Lettura San Paolo afferma quindi che "Dio stesso ha compiuto un sacrificio: ci ha dato il suo proprio Figlio, lo ha donato sulla Croce per vincere il peccato e la morte, per vincere il maligno e per superare tutta la malizia che esiste nel mondo" continua il Papa, spiegando: "Se Dio ha donato il proprio Figlio per tutti noi, nessuno potrà accusarci, nessuno potrà condannarci, nessuno potrà separarci dal suo immenso amore".
Nel Vangelo, invece, si parla della Trasfigurazione di Gesù, dove "si manifesta nella sua gloria prima del sacrificio della Croce e Dio Padre lo proclama suo Figlio prediletto, l'amato, e invita i discepoli ad ascoltarlo" e "per aiutarli a comprendere che la strada per giungere alla gloria, la strada dell'amore luminoso che vince le tenebre, passa attraverso il dono totale di sé, passa attraverso lo scandalo della Croce" sottolinea il Santo Padre.
Papa Ratzinger spiega infatti che "la trasfigurazione è un momento anticipato di luce che aiuta anche noi a guardare alla passione di Gesù con lo sguardo della fede. Essa, sì, è un mistero di sofferenza, ma è anche la 'beata passione' perché è - nel nucleo - un mistero di amore straordinario di Dio; è l'esodo definitivo che ci apre la porta verso la libertà e la novità della Risurrezione, della salvezza dal male. Ne abbiamo bisogno nel nostro cammino quotidiano, spesso segnato anche dal buio del male!".
Nel corso dell'omelia Papa Benedetto XVI spiega che "è nella preghiera personale e comunitaria che noi incontriamo il Signore non come un'idea, o come una proposta morale, ma come una Persona che vuole entrare in rapporto con noi, che vuole essere amico e vuole rinnovare la nostra vita per renderla come la sua" precisando come "questo incontro" non sia "solo un fatto personale" e per questo esorta tutti a non aspettare che "altri vengano a portare messaggi diversi, che non conducono alla vera vita - sottolineando - fatevi voi stessi missionari di Cristo ai fratelli là dove vivono, lavorano, studiano o soltanto trascorrono il tempo libero".
Osservando poi come la comunità della Parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle sia "costituita da famiglie giovani, e tanti sono, grazie a Dio, i bambini e i ragazzi che la popolano", il Papa ricorda alle famiglie che loro rappresentano "l'ambiente di vita in cui si muovono i primi passi della fede" e le invita ad essere "comunità in cui si impara a conoscere ed amare sempre di più il Signore, comunità in cui ci si arricchisce a vicenda per vivere una fede veramente adulta".
Benedetto XVI ricorda quindi come "il prossimo 'Anno della fede' sia un'occasione propizia per far crescere e consolidare l'esperienza della catechesi sulle grandi verità della fede cristiana" in modo da "superare quell' 'analfabetismo religioso' che è uno dei più grandi problemi del nostro oggi".
Nel corso dell'Angelus a Piazza San Pietro il Papa spiega anche, parlando sempre della trasfigurazione di Cristo, che "Dio è luce, e Gesù vuole donare ai suoi amici più intimi l'esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura, Gesù è la lampada che non si spegne mai" ricordanco come "Sant'Agostino riassume questo mistero con una espressione bellissima, dice: 'Ciò che per gli occhi del corpo è il sole che vediamo, lo è (Cristo) per gli occhi del cuore' (Sermo 78, 2: PL 38, 490)".
E se Papa Benedetto XVI conclude l'omelia alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle sottolineando che "dal Tabor, il monte della Trasfigurazione, l'itinerario quaresimale ci conduce fino al Golgota, monte del supremo sacrificio di amore dell'unico Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza" ricordando come "in quel sacrificio è racchiusa la più grande forza di trasformazione dell'uomo e della storia" e cioè che "assumendo su di sé ogni conseguenza del male e del peccato, Gesù è risorto il terzo giorno come vincitore della morte e del Maligno", da Piazza San Pietro, il Santo Padre osserva come "tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della vita" e che "questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela, Lui, in cui abita la pienezza della divinità (cfr Col 2,9)".
"Saliamo con Gesù sul monte della preghiera - esorta infine il Papa - e, contemplando il suo volto pieno d'amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente della sua luce. Chiediamo alla Vergine Maria, nostra guida nel cammino della fede, di aiutarci a vivere questa esperienza nel tempo della Quaresima, trovando ogni giorno qualche momento per la preghiera silenziosa e per l'ascolto della Parola di Dio".

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