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Papa ai medici dello sport: non solo guarigione fisica ma anche morale

Il giorno dell'apertura del 32esimo Congresso mondiale Fims di Medicina dello Sport che si è svolto a Roma, Papa Benedetto XVI ha incontrato i partecipanti esortando i medici ad essere "agenti non solo di guarigione fisica e di eccellenza atletica, ma anche di rigenerazione morale, spirituale e culturale".

Dal 27 al 30 settembre si svolge a Roma 32esimo Congresso mondiale Fims di Medicina dello Sport, e il giorno dell'apertura dei lavori Papa Benedetto XVI ha incontrato a Castel Gandolfo i partecipanti, giunti da ben 117 Paesi di tutto il mondo. Dopo una introduzione del dottor Maurizio Casasco, il Santo Padre ha offerto alcune "riflessioni sulla cura degli atleti e di quanti partecipano allo sport". La multiformità dei rappresentati al Congresso mondiale Fims di Medicina dello Sport, sottolinea prima di tutto il Pontefice, "è un segno importante della presenza dell'atletica nelle culture, nelle regioni e nelle diverse circostanze" ed è quindi anche "un'importante indicazione della capacità che hanno lo sport e gli sforzi atletici di unire le persone e i popoli nella ricerca comune di una pacifica eccellenza competitiva", come è stato mostrato nel corso delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra 2012. Papa Benedetto XVI evidenzia il fatto che "come medici specialisti, riconoscete che il punto di partenza di tutto il vostro lavoro è il singolo atleta che servite" ricordando però che "lo sport è qualcosa in più di una semplice competizione" perché "ogni sportivo, uomo e donna, è più di un mero concorrente: possiede una capacità morale e spirituale che deve essere arricchita e approfondita dallo sport e dalla medicina sportiva". Papa Ratzinger sottolinea come purtroppo però "talvolta il successo, la fama, le medaglie e la ricerca del denaro diventano la principale, o addirittura l'unica motivazione per quanti sono coinvolti" e che "di tanto in tanto è perfino accaduto che la vittoria a tutti i costi abbia preso il posto del vero spirito sportivo e abbia portato all'abuso e all'uso sbagliato dei mezzi di cui la medicina moderna dispone". Benedetto XVI si dice quindi certo che in quanto "esperti di medicina dello sport" i partecipanti al Congresso mondiale Fims sono "consapevoli di tale tentazione" e che questi argomenti verranno quindi dibattuti perché di sicuro consapevoli, continua il Papa, che "le persone delle quali vi prendete cura sono individui unici e dotati, a prescindere dalle capacità atletiche, e che sono chiamati alla perfezione morale e spirituale prima che a qualsiasi risultato fisico". Il Pontefice rammenta a tal proposito la prima Lettera ai Corinzi di San Paolo che di fatto osserva come "l'eccellenza spirituale e atletica sono strettamente correlate, ed esorta i credenti ad allenarsi nella vita spirituale" quando scrive "Ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile". Papa Benedetto XVI esorta quindi i medici dello sport "a continuare a tenere presente la dignità di coloro che assistete con il vostro lavoro medico professionale" poiché "in tal modo, sarete agenti non solo di guarigione fisica e di eccellenza atletica, ma anche di rigenerazione morale, spirituale e culturale". "Come il Signore stesso si è incarnato e si è fatto uomo, così ogni persona umana è chiamata a rispecchiare perfettamente l'immagine e somiglianza di Dio - ricorda il Santo Padre - Pertanto, prego per voi e per coloro che beneficiano del vostro lavoro, affinché il vostro impegno porti a un apprezzamento sempre più profondo della bellezza, del mistero e del potenziale di ogni persona umana, atletico o di altro genere, fisicamente abile o con disabilità. Possano la vostra professionalità, il vostro consiglio e la vostra amicizia recare beneficio a tutti coloro che siete chiamati a servire! Con queste riflessioni invoco su di voi e su quanti servite le abbondanti benedizioni di Dio".

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