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Papa a Milano: quella laica e della fede concorrino al bene comune

Papa Benedetto XVI arriva a Milano per il VII Incontro mondiale delle famiglie, spiegando che "la Milano positivamente laica e la Milano della fede sono chiamate a concorrere al bene comune".

Benedetto XVI è arrivato a Milano per celebrare le giornate conclusive del VII Incontro mondiale delle famiglie. Il Santo Padre rimarrà nel capoluogo lombardo da oggi 1 giugno fino a domenica 3, viaggio che segna non solo la visita storica del Pontefice a Milano ma anche la permanenza più lunga del Papa ad un incontro tra i fedeli in Italia.
Dopo il primo appuntamento a Piazza del Duomo, Papa Benedetto XVI si recherà al Teatro alla Scala, per assistere ad un concerto in suo onore ma dedicato alle vittime del terremoto in Emilia Romagna, diretto dal maestro Daniel Barenboim.
Sabato 2 giugno Papa Benedetto XVI proseguirà la visita a Milano in Duomo, con la celebrazione dell'ora media secondo l'antico rito ambrosiano, e poi allo stadio Meazza con un incontro riservato ai cresimandi.
Nel pomeriggio il Santo Padre presenzierà, nel parco di Bresso, la festa delle testimonianze, anticipando di fatto la Messa domenicale che verrà celebrata sempre nel grande parco, area scelta perché in grado di accogliere l'enorme folla di fedeli.
Dopo la Santa Messa, Papa Ratzinger pranzerà in arcivescovado con cinque famiglie, che rappresentano i continenti presenti al VII Incontro mondiale delle famiglie, per poi ripartire nel tardo pomeriggio dall'aeroporto di Linate.
Ad accogliere in piazza Duomo Papa Benedetto XVI, oltre alle autorità, tra cui il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il cardinal Angelo Scola, una enorme folla di fedeli, che hanno salutato affettuosamente il Santo Padre con un "Santità le vogliamo bene" in tutte le lingue del mondo.
"Il mio primo incontro con i Milanesi avviene in questa Piazza del Duomo, cuore di Milano, dove sorge l'imponente monumento simbolo della Città - esordisce Benedetto XVI - Con la sua selva di guglie esso invita a guardare in alto, a Dio. Proprio tale slancio verso il cielo ha sempre caratterizzato Milano e le ha permesso nel tempo di rispondere con frutto alla sua vocazione: essere un crocevia – Mediolanum – di popoli e di culture".
"Ancora oggi, Milano è chiamata a riscoprire questo suo ruolo positivo, foriero di sviluppo e di pace per tutta l'Italia" continua quindi il Pontefice, spiegando come "la saggezza pastorale e il magistero di Ambrogio sull'ortodossia della fede e sulla vita cristiana lasceranno un'impronta indelebile nella Chiesa universale e, in particolare, segneranno la Chiesa di Milano, che non ha mai cessato di coltivarne la memoria e di conservarne lo spirito" perché "la Chiesa ambrosiana, custodendo le prerogative del suo rito e le espressioni proprie dell'unica fede, è chiamata a vivere in pienezza la cattolicità della Chiesa una, a testimoniarla e a contribuire ad arricchirla".
Il Santo Padre, nel ricordare la "storia ricchissima di cultura e di fede" della città di Milano invita tutti i milanesi, "eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore" ad impegnarsi affinché sia trasmessa "alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione".
"Voi ben sapete - sottolinea il Papa - quanto sia urgente immettere nell'attuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, pubblica e privata, così da consentire uno stabile e autentico 'ben essere', a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dell'umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell'uomo".
Papa Ratzinger quindi precisa che "la singolare identità di Milano non la deve isolare né separare, chiudendola in se stessa. Al contrario, conservando la linfa delle sue radici e i tratti caratteristici della sua storia, essa è chiamata a guardare al futuro con speranza, coltivando un legame intimo e propulsivo con la vita di tutta l'Italia e dell'Europa", e conclude, prima di affidare tutti i fedeli "alla protezione della Vergine Maria, che dalla più alta guglia del Duomo maternamente veglia giorno e notte su questa Città", che "nella chiara distinzione dei ruoli e delle finalità, la Milano positivamente 'laica' e la Milano della fede sono chiamate a concorrere al bene comune".

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