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Papa Ratzinger si dimette, dopo aver affrontato tutte le difficoltà

Papa Ratzinger si dimette. Padre Federico Lombardi chiarisce come l'annuncio fatto da Papa Benedetto XVI abbia rispettato il codice di diritto canonico, e ricorda quando il Santo Padre precisava, nel libro intervista Luce del Mondo, che solo dopo aver superato "la situazione difficile" si poteva pensare a rinunciare al ministero di Pietro.

Papa Ratzinger si dimette. Papa Benedetto XVI, a sorpresa, annuncia infatti, nel corso dell'odierno Concistoro per tre canonizzazioni: "Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20:00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice". Questa, spiega nel corso di una conferenza stampa padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa Vaticana, è la "dichiarazione formale dal punto di vista giuridico importante". Padre Federico Lombardi ricorda infatti che nel codice di diritto canonico, al canone 332 paragrafo 2, si legge: "Nel caso che il romano pontefice rinunci al suo ufficio si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata. Non si richiede invece che qualcuno la accetti". Nonostante, quindi, non sia mai successo in epoca moderna che un Papa si dimettesse dal suo Pontificato, ciò che ha deciso, in piena libertà e dopo un profondo esame di coscienza, Papa Ratzinger è del tutto legittimo e previsto. Inoltre, ricorda sempre padre Federico Lombardi, Papa Benedetto XVI aveva già in passato lasciato intendere che non escludeva la possibilità di dimettersi dal ministero di Pietro. Nel corso, infatti, libro intervista Luce del Mondo (2010), l'intervistato Peter Seewald poneva a Papa Ratzinger due domande sull'ipotesi delle dimissioni. Padre Federico Lombardi rammenta quindi che in una prima domanda Seewald aveva chiesto se situazioni difficili pesavano sul Pontificato in corso e se il Papa aveva mai pensato per questo di dimettersi. Papa Ratzinger quindi precisava: "Quando il pericolo è grande non si può scappare. Ecco perché questo sicuramente non è il momento di dimettersi". Padre Lombardi sottolinea come Papa Benedetto XVI si riferiva proprio alla crisi degli abusi all'interno della Chiesa. Papa Ratzinger a Peter Seewald aggiungeva infatti: "Proprio in momenti come questi bisogna resistere e superare la situazione difficile. Questo è il mio pensiero. Ci si può dimettere in un momento di serenità o quando semplicemente non ce la si fa più. Ma non si può scappare nel momento del pericolo e dire se ne occupi un altro". Lombardi quindi precisa come Papa Ratzinger abbia, nel contesto dell'intervista, affermato che le difficoltà non sarebbero mai state un motivo di dimissioni, perché anzi sono proprio un motivo per non dimettersi. Nel libro Luce del Mondo Peter Seewald insisteva quindi domandando a Papa Benedetto XVI: "E' quindi immaginabile una situazione in cui lei ritenga opportuno che il Papa si dimetta?". Papa Ratzinger rispondeva: "Sì, quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l'incarico affidatogli, allora ha il diritto, e in acune circostanze anche il dovere, di dimettersi". Nel messaggio che annunciava le sue dimissioni, Papa Benedetto XVI chiarisce infatti: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".

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