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Papa: Quaresima è tempo delle responsabilità, delle decisioni mature

Papa Benedetto XVI spiega il significato della Quaresima, che inizia oggi Mercoledì della Ceneri. Quaranta, sottolinea il Santo Padre, non è "un tempo cronologico esatto" ma "un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi" perché questo "è il tempo delle decisioni mature".

"Cari fratelli e sorelle, in questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato: sarà l'alba nuova creata da Dio stesso. Buon cammino di Quaresima a voi tutti!". E' questo l'augurio che Papa Benedetto XVI rivolge a tutti i fedeli, nel corso dell'udienza generale nel Mercoledì delle Ceneri (http://is.gd/51g0Jp) dove ha svolto la sua catechesi sul tempo della Quaresima che inizia proprio oggi.
Papa Ratzinger spiega che "con una espressione diventata tipica nella Liturgia la Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi 'Quadragesima', cioè tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura ci introduce così in un preciso contesto spirituale" visto che "quaranta è infatti il numero simbolico con cui l'Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell'esperienza della fede del Popolo di Dio" sottolineando come questa sia "una cifra che esprime il tempo dell'attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse".
Il numero 40, continua il Santo Padre, non rappresenta infatti "un tempo cronologico esatto, scandito dalla somma dei giorni" ma "indica piuttosto una paziente perseveranza, una lunga prova, un periodo sufficiente per vedere le opere di Dio, un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi" perché questo "è il tempo delle decisioni mature".
Il Papa ricorda quindi che quaranta sono i giorni trascorsi da Noeè nell'arca, in attesa della fine del diluvio, ma sono anche i giorni passati da Gesù nel deserto per nutrirsi "della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo".
"In questi tempi di 'deserto' e di incontro speciale col Padre, Gesù si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce" spiega Papa Benedetto XVI, che precisa: "Questa è l'alternativa al messianismo di potere, di successo: un messianismo di amore, di dono di sé".
Il Papa quindi riflette sul fatto che "questa situazione di ambivalenza descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel 'deserto' del mondo e della storia. In questo 'deserto' noi credenti abbiamo certamente l'opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un'esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d'amore sulla Croce. Ma il 'deserto' è anche l'aspetto negativo della realtà che ci circonda: l'aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell'orizzonte mondano dell'esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza. E' questo anche l'ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell'egoismo, dell'incomprensione e dell'inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l'acqua viva che disseta e ristora".
Interessante anche la riflessione di mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestina, che intervistato da Alessandro Gisotti di Radio Vaticana (http://is.gd/x94D4X), che ricorda come "il Papa propone l'esempio negativo che ci viene da un episodio del Vangelo, quello del Buon Samaritano che viene lasciato mezzo morto sulla strada da gente che va dritta, consapevole di essere stata al servizio del Tempio senza accorgersi, però, che questo Tempio è allargato a tutti i poveri che incontra. Ciò per dire che questa anestesia spirituale colpisce tutti: colpisce gli uomini di Chiesa, colpisce chiunque si rinchiuda nel suo egoismo" spiegando quindi: "Esige e sollecita, quindi – dice il Papa – la consapevolezza di avere una responsabilità verso gli altri. A me pare che questo sia importante. E c'è un altro accenno che vale la pena di sottolineare, che non è soltanto l'attenzione all'altro perché ha bisogno, perché bisogna essere generosi: c'è anche una solidarietà nel cogliere che siamo chiamati a fare il bene, quindi nel vedere anche i comportamenti e vedere se questi comportamenti sono impostati sul Vangelo o se invece sono impostati su qualcos'altro. E' un atteggiamento difficile, ma ricordarci a vicenda che dobbiamo puntare più in alto è un'opera quaresimale eccezionale".
Papa Benedetto XVI presiederà invece oggi, Mercoledì delle Ceneri, la tradizionale Stazione Quaresimale sull'Aventino, a partire dalle ore 16.30 nella chiesa di Sant'Anselmo.

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