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Papa: "La Bibbia non vuole essere un manuale di scienze naturali"

Papa Benedetto XVI spiega le parole del Credo, quando afferma che Dio è "Creatore del cielo e della terra", alla luce della Sacra Scrittura. Genesi che spiega come "la nostra origine non è l'irrazionale e la necessità, ma la ragione e l'amore e la libertà" in una Bibbia che "non vuole essere un manuale di scienze naturali".

Papa Benedetto XVI nell'Aula Paolo VI, in occasione dell'Udienza Generale in cui ha incontrato i pellegrini provenienti da tutta Italia e da ogni parte del mondo, ha continuato il ciclo di catechesi dedicato all'Anno della Fede. Il Santo Padre ha continuato a meditare sul Credo, di cui la scorsa settimana aveva sottolineato il senso di credere in un "Padre Onnipotente" buono e misericordioso. In questa Udienza Generale il Santo Padre si sofferma sul fatto che Egli è "Creatore del cielo e della terra", termini che il Credo riprende all'inizio della Bibbia. Ricorda infatti Papa Benedetto XVI che nel primo versetto della Sacra Scrittura infatti si legge "«In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gen 1,1): è Dio l'origine di tutte le cose e nella bellezza della creazione si dispiega la sua onnipotenza di Padre che ama". Il Santo Padre medita quindi sulle parole della Creazione, soffermandosi su dei concetti teologici che non possono che affascinare l'uomo che ha sete di conoscenza. "Dio si manifesta come Padre nella creazione, in quanto origine della vita, e, nel creare, mostra la sua onnipotenza - dice il Papa -. Le immagini usate dalla Sacra Scrittura al riguardo sono molto suggestive (cfr Is 40,12; 45,18; 48,13; Sal 104,2.5; 135,7; Pr 8, 27-29; Gb 38–39). Egli, come un Padre buono e potente, si prende cura di ciò che ha creato con un amore e una fedeltà che non vengono mai meno, dicono ripetutamente i salmi (cfr Sal 57,11; 108,5; 36,6). Così, la creazione diventa luogo in cui conoscere e riconoscere l'onnipotenza del Signore e la sua bontà, e diventa appello alla fede di noi credenti perché proclamiamo Dio come Creatore. «Per fede, - scrive l'autore della Lettera agli Ebrei - noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall'invisibile ha preso origine il mondo visibile» (11,3)".

E' interessante come l'uomo moderno, abituato a ricevere programmi televisivi e ormai media "convergenti" sul proprio smartphone abbia ancora la difficoltà di comprendere come l'"invisibile" possa trasformarsi in qualcosa di "visibile". Ma come diceva Sant'Agostino "comprendi per credere, e credi per comprendere". Papa Ratzinger non a caso afferma nella catechesi: "La fede implica dunque di saper riconoscere l'invisibile individuandone la traccia nel mondo visibile. Il credente può leggere il grande libro della natura e intenderne il linguaggio (cfr Sal 19,2-5); ma è necessaria la Parola di rivelazione, che suscita la fede, perché l'uomo possa giungere alla piena consapevolezza della realtà di Dio come Creatore e Padre".

Il Santo Padre continua quindi a spiegare: "E' nel libro della Sacra Scrittura che l'intelligenza umana può trovare, alla luce della fede, la chiave di interpretazione per comprendere il mondo. In particolare, occupa un posto speciale il primo capitolo della Genesi, con la solenne presentazione dell'opera creatrice divina che si dispiega lungo sette giorni: in sei giorni Dio porta a compimento la creazione e il settimo giorno, il sabato, cessa da ogni attività e si riposa. Giorno della libertà per tutti, giorno della comunione con Dio. E così, con questa immagine, il libro della Genesi ci indica che il primo pensiero di Dio era trovare un amore che risponda al suo amore. Il secondo pensiero è poi creare un mondo materiale dove collocare questo amore, queste creature che in libertà gli rispondono. Tale struttura, quindi, fa sì che il testo sia scandito da alcune ripetizioni significative".

Papa Benedetto XVI spiega quindi le ripetizioni e la vita che "sorge, il mondo esiste, perché tutto obbedisce alla Parola divina" nella sua meditazione, disponibile come sempre integralmente sul sito della Santa Sede . Nel proseguo della riflessione il Papa anticipa poi gli "scettici" sulla veridicità della Sacra Scrittura. Dice Papa Ratzinger: "Ma la nostra domanda oggi è: nell'epoca della scienza e della tecnica, ha ancora senso parlare di creazione? Come dobbiamo comprendere le narrazioni della Genesi? La Bibbia non vuole essere un manuale di scienze naturali; vuole invece far comprendere la verità autentica e profonda delle cose. La verità fondamentale che i racconti della Genesi ci svelano è che il mondo non è un insieme di forze tra loro contrastanti, ma ha la sua origine e la sua stabilità nel Logos, nella Ragione eterna di Dio, che continua a sorreggere l'universo". Papa Benedetto XVI ne fa una questione di priorità: "C'è un disegno sul mondo che nasce da questa Ragione, dallo Spirito creatore. Credere che alla base di tutto ci sia questo, illumina ogni aspetto dell'esistenza e dà il coraggio di affrontare con fiducia e con speranza l'avventura della vita. Quindi, la scrittura ci dice che l'origine dell'essere, del mondo, la nostra origine non è l'irrazionale e la necessità, ma la ragione e l'amore e la libertà. Da questo l'alternativa: o priorità dell'irrazionale, della necessità, o priorità della ragione, della libertà, dell'amore. Noi crediamo in questa ultima posizione".

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