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Papa: "Gesù si è fatto 'lebbroso' perché noi fossimo purificati"

Papa Ratzinger prima dell'Angelus riflette sulla pagina del Vangelo che descrive Gesù che guarisce il lebbroso. Ricordando la "delicatezza con la quale Dio si china sull'uomo", e san Francesco d'Assisi, la cui lebbra spirituale era l'orgoglio. Francesco fu proprio guarito dall'abbraccio coi lebbrosi dato che "in quei lebbrosi (...) era presente Gesù", ha detto il Papa.

Papa Benedetto XVI in una Roma in cui la neve era ormai sciolta, ha parlato ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, prima della recita dell'Angelus. Le parole del Papa, come di consueto, hanno commentato il Vangelo della domenica che descrive Gesù che guarisce il lebbroso. Una pagina di san Marco (Mc 1,40-45) che Papa Ratzinger spiega con una preziosa contestualizzazione storica: "Il Vangelo di questa domenica ci mostra Gesù a contatto con la forma di malattia considerata a quei tempi la più grave, tanto da rendere la persona 'impura' e da escluderla dai rapporti sociali: parliamo della lebbra". Papa Benedetto sottolinea infatti che "una speciale legislazione (cfr Lv 13-14) riservava ai sacerdoti il compito di dichiarare la persona lebbrosa, cioè impura; e ugualmente spettava al sacerdote constatarne la guarigione e riammettere il malato risanato alla vita normale" (http://is.gd/RdJlSO). Ed ecco che Gesù, anche in questa occasione, è motivo di "scandalo", poiché tocca il lebbroso, una persona impura, appunto. Il Santo Padre spiega con dolcezza il fatto: "Mentre Gesù andava predicando per i villaggi della Galilea, un lebbroso gli si fece incontro e gli disse: 'Se vuoi, puoi purificarmi!'. Gesù non sfugge al contatto con quell'uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale – e gli dice: 'Lo voglio, sii purificato!'. In quel gesto e in quelle parole di Cristo c'è tutta la storia della salvezza, c'è incarnata la volontà di Dio di guarirci, di purificarci dal male che ci sfigura e che rovina le nostre relazioni. In quel contatto tra la mano di Gesù e il lebbroso viene abbattuta ogni barriera tra Dio e l'impurità umana, tra il Sacro e il suo opposto, non certo per negare il male e la sua forza negativa, ma per dimostrare che l'amore di Dio è più forte di ogni male, anche di quello più contagioso e orribile". Papa Ratzinger quindi sottolinea: "Gesù ha preso su di sé le nostre infermità, si è fatto 'lebbroso' perché noi fossimo purificati". Il Papa non manca di ricordare "uno splendido commento esistenziale a questo Vangelo" cioè quando Francesco d'Assisi incontrò i lebbrosi. Osserva Papa Ratzinger: "In quei lebbrosi, che Francesco incontrò quando era ancora 'nei peccati' - come egli dice - era presente Gesù; e quando Francesco si avvicinò a uno di loro e, vincendo il proprio ribrezzo, lo abbracciò, Gesù lo guarì dalla sua lebbra, cioè dal suo orgoglio, e lo convertì all'amore di Dio. Ecco la vittoria di Cristo, che è la nostra guarigione profonda e la nostra risurrezione a vita nuova!". Per questo Papa Benedetto XVI invita a rivolgersi in preghiera alla Vergine Maria "che ieri abbiamo celebrato facendo memoria delle sue apparizioni a Lourdes", ricorda il Santo Padre, sottolineando che la Madonna a santa Bernardetta "consegnò un messaggio sempre attuale: l'invito alla preghiera e alla penitenza. Attraverso sua Madre è sempre Gesù che ci viene incontro, per liberarci da ogni malattia del corpo e dell'anima. Lasciamoci toccare e purificare da Lui, e usiamo misericordia verso i nostri fratelli!". Papa Ratzinger, come di consueto, "riassume" la riflessione dopo la recita dell'Angelus per i fedeli polacchi giunti in Piazza San Pietro: "Saluto cordialmente tutti i Polacchi. 'Se vuoi, puoi purificarmi!'...'Lo voglio, sii purificato!' (Mk 1,40-41) – ecco il dialogo di Cristo con un lebbroso dal Vangelo odierno. E' un quadro della delicatezza con la quale Dio si china sull'uomo, così spesso impotente di fronte alla sofferenza, al dolore, all'aggressione del male. Solo Lui ci può liberare dalla lebbra del peccato e dallo smarrimento nella vita. Abbiamo sempre fiducia nella sua potenza e nella sua misericordia! Lui è il Salvatore del mondo. Vi benedico tutti di cuore".

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