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Papa: Gesù al Getsemani e la "vicinanza spaziale" dei discepoli

Papa Benedetto XVI parla di Gesù al Giardino degli Ulivi e della sua profonda umanità, che cerca la vicinanza dei tre discepoli che avevano assistito alla sua Trasfigurazione. Nella "paura e angoscia di Gesù è ricapitolato tutto l'orrore dell'uomo davanti alla propria morte" dice il Santo Padre.

Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale del mercoledì affronta nella sua catechesi la preghiera di Gesù al Getsemani. Il percorso verso il Giardino degli Ulivi, come osserva il Santo Padre "è costellato di espressioni di Gesù che fanno sentire incombente il suo destino di morte e annunciano l'imminente dispersione dei discepoli". Il Papa sottolinea quanto rispetto alla "preghiera personale" di Gesù, che molte volte "si ritirava in disparte dalla folla e dagli stessi discepoli", questa volta voglia invitare Pietro, Giacomo e Giovanni "a stargli più vicino". Papa Benedetto XVI spiega quanto la vicinanza dei tre discepoli sia "significativa", in quanto Gesù "pur giungendo 'da solo' nel punto in cui si fermerà a pregare, vuole che almeno tre discepoli rimangano non lontani, in una relazione più stretta con Lui". "Si tratta di una vicinanza spaziale - afferma il Santo Padre nella catechesi -, una richiesta di solidarietà nel momento in cui sente approssimarsi la morte, ma è soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui, nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volontà del Padre, ed è un invito ad ogni discepolo a seguirlo nel cammino della Croce". E per sottolineare quanto questo comportamento sia profondamente "umano", il Papa osserva: "Le parole di Gesù ai tre discepoli che vuole vicini durante la preghiera al Getsemani, rivelano come Egli provi paura e angoscia in quell''Ora', sperimenti l'ultima profonda solitudine proprio mentre il disegno di Dio si sta attuando. E in tale paura e angoscia di Gesù è ricapitolato tutto l'orrore dell'uomo davanti alla propria morte, la certezza della sua inesorabilità e la percezione del peso del male che lambisce la nostra vita". Per questo il Santo Padre invita ad abbandonarsi alla volontà di Dio: "Cari amici, anche noi, nella preghiera dobbiamo essere capaci di portare davanti a Dio le nostre fatiche, la sofferenza di certe situazioni, di certe giornate, l'impegno quotidiano di seguirlo, di essere cristiani, e anche il peso del male che vediamo in noi e attorno a noi, perché Egli ci dia speranza, ci faccia sentire la sua vicinanza, ci doni un po' di luce nel cammino della vita". La catechesi integrale dell'Udienza Generale è disponibile sul sito della Santa Sede (http://is.gd/yso92l).

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