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Papa: "Cristo ci esorta a fare penitenza e a cambiare vita"

Papa Benedetto XVI all'Angelus esorta i fedeli ad essere "lievito evangelico della verità". Il Papa ricorda la via, cioè "attraverso i gesti della misericordia, del perdono e della riconciliazione". Da domenica sera sono iniziati gli esercizi spirituali.

Nella prima domenica di Quaresima come di consueto il Santo Padre si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli giunti a Piazza San Pietro. "In questa prima domenica di Quaresima, incontriamo Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista (cfr Mc 1,9), subisce la tentazione nel deserto (cfr Mc 1,12-13)" dice Papa Benedetto XVI nell'introdurre la preghiera mariana. Papa Ratzinger si sofferma quindi brevemente sull'immagine del deserto che "può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il 'luogo' della debolezza dell'uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio". San Marco nella sua narrazione "concisa, priva dei dettagli che leggiamo negli altri due Vangeli di Matteo e di Luca" indica come Gesù 'nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana' (Mc 1,13). Osserva a proposito il Papa teologo: "San Leone Magno commenta che 'il Signore ha voluto subire l'attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio'". Citando l'Imitazione di Cristo il Papa sottolinea poi che "l'uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive... ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico", ricordando che "la pazienza e l'umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell'uomo". Riflette ancora Papa Benedetto XVI: "Gesù proclama che 'il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino' (Mc 1,15), annuncia che in Lui accade qualcosa di nuovo: Dio si rivolge all'uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell'uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l'uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: 'convertitevi e credete nel vangelo' (Mc 1,15)". Per questo il Santo Padre invita tutti "ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero". Papa Benedetto XVI riassume in questo modo la catechesi ai fedeli di lingua polacca: "Il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo". Con tali parole, Cristo ci esorta a fare penitenza e a cambiare vita. Bisogna che diventiamo per il mondo lievito evangelico della verità attraverso i gesti della misericordia, del perdono e della riconciliazione". Il Papa ha ricordato prima della recita dell'Angelus che dalla serata di domenica avrebbe iniziato gli esercizi spirituali, affidando la settimana alla preghiera dei fedeli. Nella settimana degli Esercizi Spirituali sono sospese tutte le udienze, compresa l'Udienza Generale di mercoledì 29 febbraio.

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