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Papa: Cristo Risorto è speranza. Pace in Siria come in Terra Santa

Una Pasqua di "speranza", perché Gesù Risorto "cambia la condizione dell’uomo e del mondo". Papa Benedetto XVI, prima della benedizione Urbi et Orbi, chiede quindi a Cristo di donare speranza al Medio Oriente, alla Siria, in Israele e Palestina, all'Africa.

Cristo Risorto "è speranza e conforto". E' questo il messaggio che Papa Benedetto XVI diffonde dalla loggia centrale della Basilica Vaticana in questo giorno di Pasqua, prima della benedezione "Urbi et Orbi".

"Cristo è speranza e conforto in modo particolare per le comunità cristiane che maggiormente sono provate a causa della fede da discriminazioni e persecuzioni - aggiunge il Santo Padre - Ed è presente come forza di speranza mediante la sua Chiesa, vicino ad ogni situazione umana di sofferenza e di ingiustizia".

"Cristo Risorto doni speranza al Medio Oriente - continua quindi Papa Ratzinger - affinché tutte le componenti etniche, culturali e religiose di quella Regione collaborino per il bene comune ed il rispetto dei diritti umani. In Siria, in particolare, cessi lo spargimento di sangue e si intraprenda senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione, come è auspicato pure dalla comunità internazionale. I numerosi profughi, provenienti da quel Paese e bisognosi di assistenza umanitaria, trovino l’accoglienza e la solidarietà che possano alleviare le loro penose sofferenze" e ancora: "La vittoria pasquale incoraggi il popolo iracheno a non risparmiare alcuno sforzo per avanzare nel cammino della stabilità e dello sviluppo. In Terra Santa, Israeliani e Palestinesi riprendano con coraggio il processo di pace. Il Signore, vittorioso sul male e sulla morte, sostenga le comunità cristiane del Continente africano, dia loro speranza per affrontare le difficoltà, le renda operatrici di pace e artefici dello sviluppo delle società a cui appartengono.

Gesù Risorto conforti le popolazioni sofferenti del Corno d’Africa e ne favorisca la riconciliazione; aiuti la Regione dei Grandi Laghi, il Sudan ed il Sud Sudan, donando ai rispettivi abitanti la forza del perdono. Al Mali, che attraversa un delicato momento politico, Cristo Glorioso conceda pace e stabilità. Alla Nigeria, che in questi ultimi tempi è stata teatro di sanguinosi attacchi terroristici, la gioia pasquale infonda le energie necessarie per riprendere a costruire una società pacifica e rispettosa della libertà religiosa di tutti i suoi cittadini".

E' "la luce" che deve quindi tornare in tutti questi Paesi martoriati dalla guerra e dall'odio razziale o religioso, quella luce riaccesa da Dio proprio a Pasqua, come ricorda Papa Benedetto XVI nel corso dell'omelia della Veglia Pasquale.

Con la risurrezione di Cristo, infatti, è "di nuovo il primo giorno, la creazione ricomincia tutta nuova - sottolinea il Papa - La vita è più forte della morte. Il bene è più forte del male. L'amore è più forte dell’odio. La verità è più forte della menzogna".

Il Santo Padre rammenta che "il buio dei giorni passati è dissipato nel momento in cui Gesù risorge dal sepolcro e diventa, Egli stesso, pura luce di Dio", spiegando: "Il buio veramente minaccioso per l’uomo è il fatto che egli, in verità, è capace di vedere ed indagare le cose tangibili, materiali, ma non vede dove vada il mondo e da dove venga. Dove vada la stessa nostra vita. Che cosa sia il bene e che cosa sia il male. Il buio su Dio e il buio sui valori sono la vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale. Se Dio e i valori, la differenza tra il bene e il male restano nel buio, allora tutte le altre illuminazioni, che ci danno un potere così incredibile, non sono solo progressi, ma al contempo sono anche minacce che mettono in pericolo noi e il mondo. Oggi possiamo illuminare le nostre città in modo così abbagliante che le stelle del cielo non sono più visibili. Non è questa forse un’immagine della problematica del nostro essere illuminati? Nelle cose materiali sappiamo e possiamo incredibilmente tanto, ma ciò che va al di là di questo, Dio e il bene, non lo riusciamo più ad individuare. Per questo è la fede, che ci mostra la luce di Dio, la vera illuminazione, essa è un’irruzione della luce di Dio nel nostro mondo, un’apertura dei nostri occhi per la vera luce".

Con Gesù Risorto è avvenuto quindi "qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo" prosegue il Papa prima della benedizione "Urbi et Orbi" da Piazza San Pietro, ricordando che "Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo".

Gesù è "mia speranza", come lo chiama la Maddalena, che per prima ha incontrato il Cristo Risorto: speranza di pace.

08/04/2012 | update: 08/04/2012
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