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Papa Benedetto in Fincantieri: senza Dio pietre al posto del pane

Papa Benedetto XVI ha chiuso il 25esimo Congresso Eucaristico Nazionale celebrando la messa ai cantieri navali di Finmeccanica, ad Ancona, e pranzato con un gruppo di cassintegrati. Nell'omelia ha sottolineato che "la storia ci dimostra, drammaticamente, come l'obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane".

"L'uomo cade spesso nell'illusione di poter 'trasformare le pietre in pane' " spiega durante l'omelia Papa Benedetto XVI, che ha celebrato la Santa Messa del 25esimo Congresso Eucaristico Nazionale ai cantieri navali di Finmeccanica, ad Ancona. "Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica, certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell'economia" continua il Santo Padre, evidenziando che "la storia ci dimostra, drammaticamente, come l'obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane". Perché il pane, ricorda Papa Bendetto XVI, è "frutto del lavoro dell'uomo" e "in questa verità è racchiusa tutta la responsabilità affidata alle nostre mani e alla nostra ingegnosità". Il Papa infatti, ancora una volta, tocca il tema della disoccupazione e del precariato che in questi ultimi anni ha colpito sempre più famiglie e giovani, togliendo loro "metà della propria identità", come ha giustamente sottolineato Nicola Strombolini, operaio attualmente in cassa integrazione ma anche diacono permanente. Benedetto XVI afferma che, anche per superare questa crisi, bisogna anzitutto "recuperare nel nostro mondo e nella nostra vita il primato di Dio, perché è questo primato a permetterci di ritrovare la verità di ciò che siamo, ed è nel conoscere e seguire la volontà di Dio che troviamo il nostro vero bene" esortando tutti a "dare tempo e spazio a Dio, perché sia il centro vitale della nostra esistenza". E per recuperare il primato di Dio bisogna "partire dalla sorgente", cioè dall'Eucaristia, perché "la comunione eucaristica ci strappa dal nostro individualismo, ci comunica lo spirito del Cristo morto e risorto, ci conforma a Lui", ricordando che già nella sua prima enciclica (Deus caritas est, 14) il Santo Padre evidenziava come "nella comunione eucaristica è contenuto l'essere amati e l'amare a propria volta gli altri", per cui "un'Eucaristia che non si traduca in amore concretamente praticato è in se stessa frammentata". "Dall'Eucaristia nasca una nuova e intensa assunzione di responsabilità a tutti i livelli della vita comunitaria - esorta il Papa - nasca quindi uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata. Nutrirsi di Cristo è la via per non restare estranei o indifferenti alle sorti dei fratelli, ma entrare nella stessa logica di amore e di dono del sacrificio della Croce". Benedetto XVI sottolinea che "chi sa inginocchiarsi davanti all'Eucaristia, chi riceve il corpo del Signore non può non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell'uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l'affamato, condividere l'acqua con l'assetato, rivestire chi è nudo, visitare l'ammalato e il carcerato (cfr Mt 25,34-36)". "Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all'individualismo e all'egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana, porta alla riscoperta della gratuità, della centralità delle relazioni, a partire dalla famiglia, con particolare attenzione a lenire le ferite di quelle disgregate - conclude l'omelia il Santo Padre - Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell'uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell'impegno a superare l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione". Ad ascoltare la Santa Messa celebrata dal Papa anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, Rosi Bindi e Giuseppe Fioroni, ma anche Pierferdinando Casini (Ucd), Paola Binetti e Rocco Buttiglione; e ancora Sandro Bondi e Antonio Tajani, Gianni Letta. Per la Cisl invece Raffaele Bonanni, accanto all'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono. Papa Benedetto XVI ha in seguito pranzato invece con un gruppo di operai cassintegrati delle aziende marchigiane in crisi: tre cassintegrati della Merloni, quattro lavoratori precari, otto cassintegrati della Fincantieri e cinque ospiti della Caritas, due dei quali ex detenuti in regime di libertà vigilata (come riporta l'Adnkronos). "Gli operai - ha raccontato in seguito l'arcivescovo Edoardo Menichelli - piangevano e anch'io dovevo sforzarmi per trattenere le lacrime". Infine il Papa ha incontrato e dialogato con 500 fidanzati, toccando con loro sia il tema dell'amore e dell'affettività che, ancora, quello del precariato, che dal lavoro si estende all'intera vita quotidiana. Alle coppie di fidanzati il Papa ha spiegato che "per essere autentico, anche l'amore richiede un cammino di maturazione", ricordando che "ogni amore umano è segno dell'Amore eterno che ci ha creati, e la cui grazia santifica la scelta di un uomo e di una donna di consegnarsi reciprocamente la vita nel matrimonio". Benedetto XVI ha poi evidenziato che questo è "un tempo non facile, soprattutto per i giovani", rimarcando che "la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull'avvenire e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione".

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