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Papa Benedetto XVI: uomo "pianticella pensante" si ricordi di Kyoto

Papa Benedetto XVI nella prima Domenica di Avvento parla dell'uomo "pianticella pensante" e "dotata di libertà e responsabilità". In questo senso è ancora più pressante l'invito, dopo l'Angelus, ai potenti della Terra che a Durban, in Sud Africa, inizieranno i lavori della Convenzione dell'ONU sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto.

Papa Benedetto XVI alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano ha recitato l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini giunti a Piazza San Pietro da tutto il mondo. Il Santo Padre si sofferma sul fatto che questa è la prima domenica del nuovo Anno Liturgico che, spiega il Papa, segna "un nuovo cammino di fede, da vivere insieme nelle comunità cristiane, ma anche, come sempre, da percorrere all'interno della storia del mondo, per aprirla al mistero di Dio, alla salvezza che viene dal suo amore". Papa Benedetto XVI sottolinea la "parola chiave" del Tempo di Avvento che è "Vegliate!". Spiega il Papa: "Questo è l'appello di Gesù nel Vangelo di oggi. Lo rivolge non solo ai suoi discepoli, ma a tutti: 'Vegliate!' (Mt 13,37). E' un richiamo salutare a ricordarci che la vita non ha solo la dimensione terrena, ma è proiettata verso un 'oltre', come una pianticella che germoglia dalla terra e si apre verso il cielo. Una pianticella pensante, l'uomo, dotata di libertà e responsabilità, per cui ognuno di noi sarà chiamato a rendere conto di come ha vissuto, di come ha utilizzato le proprie capacità: se le ha tenute per sé o le ha fatte fruttare anche per il bene dei fratelli" (http://is.gd/Up5NcM). La riflessione del Santo Padre, nell'introduzione della preghiera mariana, come spesso accade, si lega poi in modo emblematico con la vita di tutti i giorni. "Anche Isaia, il profeta dell'Avvento, ci fa riflettere oggi con una preghiera accorata, rivolta a Dio a nome del popolo. Egli riconosce le mancanze della sua gente, e a un certo punto dice: 'Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità' (Is 64,6)", dice il Papa. E riflette: "Come non rimanere colpiti da questa descrizione? Sembra rispecchiare certi panorami del mondo post-moderno: le città dove la vita diventa anonima e orizzontale, dove Dio sembra assente e l'uomo l'unico padrone, come se fosse lui l'artefice e il regista di tutto: le costruzioni, il lavoro, l'economia, i trasporti, le scienze, la tecnica, tutto sembra dipendere solo dall'uomo. E a volte, in questo mondo che appare quasi perfetto, accadono cose sconvolgenti, o nella natura, o nella società, per cui noi pensiamo che Dio si sia come ritirato, ci abbia, per così dire, abbandonati a noi stessi". Non a caso, dopo l'Angelus, Papa Benedetto XVI fa un appello ai potenti della Terra: "Domani cominceranno a Durban, in Sud Africa, i lavori della Convenzione dell'ONU sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. Auspico che tutti i membri della comunità internazionale concordino una risposta responsabile, credibile e solidale a questo preoccupante e complesso fenomeno, tenendo conto delle esigenze delle popolazioni più povere e delle generazioni future".

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