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Papa Benedetto XVI su Giovanna D'Arco: tra mistica e politica

All'Udienza Generale Papa Benedetto XVI ha incentrato la sua meditazione con i fedeli, provenienti da tutta Italia e da ogni parte del mondo, su una figura da molti conosciuta solo "per nome" e con molta superficialità: Giovanna D'Arco. Una santa emblematica "tra esperienza mistica e missione politica".

Papa Benedetto XVI dedica l'udienza generale di oggi alla figura di Giovanna D'Arco "una giovane santa della fine del Medioevo, morta a 19 anni, nel 1431" e medita sulla sua storia e sulla sua vita che è "citata più volte nel Catechismo della Chiesa Cattolica, è particolarmente vicina a santa Caterina da Siena, patrona d'Italia e d'Europa". Per chi abbia sentito parlare di Giovanna D'Arco solo come "quella che sentiva le voci" e che al massimo ricorda la sua dolorosa e orribile fine sul rogo, sarà davvero interessante leggere l'intervento di Benedetto XVI (http://is.gd/q9DzTr) perché vale come una bella e chiara pagina storica, ovviamente dal punto di vista cattolico e spirituale.
Il Papa racconta la vita di Giovanna D'Arco sottolineando il suo valore emblematico: "Uno degli aspetti più originali della santità di questa giovane è proprio questo legame tra esperienza mistica e missione politica. Dopo gli anni di vita nascosta e di maturazione interiore segue il biennio breve, ma intenso, della sua vita pubblica: un anno di azione e un anno di passione" dice il Papa e ricorda che "All'inizio dell'anno 1429, Giovanna inizia la sua opera di liberazione. Le numerose testimonianze ci mostrano questa giovane donna di soli 17 anni come una persona molto forte e decisa, capace di convincere uomini insicuri e scoraggiati. Superando tutti gli ostacoli, incontra il Delfino di Francia, il futuro Re Carlo VII, che a Poitiers la sottopone a un esame da parte di alcuni teologi dell'Università. Il loro giudizio è positivo: in lei non vedono niente di male, solo una buona cristiana".
Papa Benedetto XVI nella sua meditazione della santa dice che: "La verginità dell'anima è lo stato di grazia, valore supremo, per lei più prezioso della vita: è un dono di Dio che va ricevuto e custodito con umiltà e fiducia. Uno dei testi più conosciuti del primo Processo riguarda proprio questo: 'Interrogata se sappia d'essere nella grazia di Dio, risponde: Se non vi sono, Dio mi voglia mettere; se vi sono, Dio mi voglia custodire in essa'".

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