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Papa Benedetto XVI: solidarietà e preghiere per migranti e apolidi

Papa Benedetto XVI dopo la recita dell'Angelus insieme ai fedeli a San Pietro affida al Signore "quanti, spesso forzatamente, debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di nazionalità" con una particolare attenzione agli apolidi.

Papa Benedetto XVI dopo aver recitato l'Angelus insieme ai fedeli giunti a Piazza San Pietro ha ricordato degli appuntamenti che probabilmente non interesseranno la grande stampa, ma che coinvolgono milioni di uomini, donne e bambini. "Nei prossimi giorni, a Ginevra e in altre città, si celebrerà il 50esimo anniversario dell'istituzione dell'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, il 60esimo della Convenzione sullo status dei rifugiati ed il 50esimo della Convenzione sulla riduzione dei casi di apolidìa - ha detto il Papa dopo la recita della preghiera mariana -. Affido al Signore quanti, spesso forzatamente, debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di nazionalità. Mentre incoraggio la solidarietà nei loro confronti, prego per tutti coloro che si prodigano per proteggere e assistere questi fratelli in situazioni di emergenza, esponendosi anche a gravi fatiche e pericoli". Essere "apolidi" significa non avere alcuna cittadinanza, ed è una condizione sempre più diffusa nel mondo dato che non solo si "nasce" apolidi ma, soprattutto, lo si "diventa" spesso per la perdita della "cittadinanza d'origine" (senza ottenerne una nuova) a causa di motivi politici, etnici, ecc.

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