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Papa Benedetto XVI: sacrificio di Shahbaz Bhatti svegli le coscienze

Il Santo Padre dopo l'Angelus ha ricordato "il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti" chiedendo al Signore che il suo sacrificio "svegli nelle coscienze il coraggio". Intanto i Vescovi in Pakistan chiedono "un riconoscimento ufficiale del suo martirio".

Papa Benedetto XVI dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano dopo la meditazione e la recita dell'Angelus ha ricordato il ministro pakistano Shahbaz Bhatti (leggi "Pakistan: ucciso Shahbaz Bhatti, Ministro che garantiva per Asia Bibi" http://is.gd/fX5OpJ) barbaramente trucidato in un attentato rivendicato dai fondamentalisti nei giorni scorsi. Il Santo Padre ha detto dopo la recita della preghiera mariana: "Chiedo al Signore Gesù che il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti svegli nelle coscienze il coraggio e l'impegno a tutelare la libertà religiosa di tutti gli uomini e, in tal modo, a promuovere la loro uguale dignità". Ed effettivamente il sacrificio del Ministro Pakistano, così "sfacciato" nel seguire la parola di Gesù senza alcuna paura, dopo essere stato pesantemente minacciato di morte (era stato anche oggetto di una "fatwa"), non può lasciare indifferenti i cristiani di tutto il mondo. Non a caso come segnala l'agenzia Fides (http://is.gd/deIDhm) "La Conferenza Episcopale del Pakistan, che si riunirà per la sua Assemblea Generale a Multan, in Punjab, dal 20 al 25 marzo, esaminerà la proposta di inoltrare ufficialmente alla Santa Sede la richiesta di dichiarare 'martire' il Ministro cattolico Shahbaz Bhatti". Sempre l'Agenzia Fides riporta la dichiarazione di Mons. Andrew Francis (Vescovo di Multan e Presidente della Commissione Episcopale per il Dialogo Interreligioso in Pakistan) che afferma: "Bhatti è un uomo che ha dato la vita per la fede cristallina in Gesù Cristo. E' compito di noi Vescovi segnalare la sua storia e la sua esperienza alla Chiesa in Roma, per chiedere un riconoscimento ufficiale del suo martirio". Come già abbiamo scritto Shahbaz Bhatti si era battuto per chiedere giustizia per Asia Bibi (la donna cristiana accusata di blasfemia e condannata alla pena di morte) e aveva dimostrato un grande coraggio anche nel lavorare ad una "riforma" della legge pakistana sulla blasfemia e sulla libertà religiosa.

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