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Papa Benedetto XVI: nella società "liquida" il Vangelo è la "via"

Papa Benedetto XVI nel suo discorso ai rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico della città di Venezia dove ha ribaltato il concetto di società "liquida" osserva che non bisogna aver paura "di un altro elemento emblematico, contenuto nello stemma di San Marco: il Vangelo".

Papa Benedetto XVI nella sua ultima giornata di visita pastorale ad Aquileia e Venezia, Domenica 8 maggio, ha incontrato alla Basilica della Salute i rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico della città. Il Santo Padre ha rivolto loro un discorso incentrato su tre parole "chiave" che descrivono Venezia. Dice Papa Benedetto XVI: "Vorrei lasciarvi alcuni spunti molto sintetici, che spero vi saranno utili per la riflessione e per l'impegno comune. Questi spunti li traggo da tre parole che sono metafore suggestive: tre parole legate a Venezia e, in particolare, al luogo in cui ci troviamo: la prima parola è acqua; la seconda è Salute, la terza è Serenissima". Proprio su questa ultima parola, "Serenissima" il Santo Padre si sofferma: "Infine, la terza parola: 'Serenissima', il nome della Repubblica Veneta. Un titolo davvero stupendo, si direbbe utopico, rispetto alla realtà terrena, e tuttavia capace di suscitare non solo memorie di glorie passate, ma anche ideali trainanti nella progettazione dell'oggi e del domani, in questa grande regione. 'Serenissima' in senso pieno è solamente la Città celeste, la nuova Gerusalemme, che appare al termine della Bibbia, nell'Apocalisse, come una visione meravigliosa". E il Papa sottolinea quanto il nome della Repubblica Veneta porti alla mente una prospettiva nuova. Dice il Papa: "In questa stessa prospettiva il nome 'Serenissima' ci parla di una civiltà della pace, fondata sul mutuo rispetto, sulla reciproca conoscenza, sulle relazioni di amicizia. Venezia ha una lunga storia e un ricco patrimonio umano, spirituale e artistico per essere capace anche oggi di offrire un prezioso contributo nell'aiutare gli uomini a credere in un futuro migliore e ad impegnarsi a costruirlo". In particolar modo, come ricorda il Santo Padre "in un tempo nel quale si è esaurita la forza delle utopie ideologiche e non solo l'ottimismo è oscurato, ma anche la speranza è in crisi". E Papa Benedetto XVI aggiunge: "Ma per questo non deve avere paura di un altro elemento emblematico, contenuto nello stemma di San Marco: il Vangelo. Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un'utopia, né un'ideologia. Le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la 'via', cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire. Alla città 'serenissima' si giunge per questa via, che è la via della carità nella verità, ben sapendo, come ci ricorda ancora il Concilio, che non bisogna 'camminare sulla strada della carità solamente nelle grandi cose, bensì e soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita' e che sull'esempio di Cristo 'è necessario anche portare la croce; quella che dalla carne e dal mondo viene messa sulle spalle di quanti cercano la pace e la giustizia'". Il discorso completo è come sempre disponibile sul sito della Santa Sede (http://is.gd/FK1JzH).

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