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Papa Benedetto XVI: la ricerca affannosa e sterile di "falsi infiniti"

L'uomo cerca l'infinito perché è "impastato" di infinito, è creatura dipendente da Dio. Chi non riconosce questa "dipendenza" ha come ricerca, affannosa e sterile, i "falsi infiniti". Papa Benedetto XVI scrive al Meeting di Rimini intorno al tema "La natura dell'uomo è rapporto con l'infinito".

Prima che Mario Monti e Corrado Passera ritornassero, al Meeting di Rimini, intorno alla metafora del "tunnel della crisi" in cui si incomincerebbe a vedere "la luce", Papa Benedetto XVI alla sua innaugurazione del 19 agosto aveva posto ben altri spunti di riflessione. Il 33esimo "Meeting per l'amicizia fra i popoli" (questo è il nome "esteso" del Meeting di Rimini) vede come tema di quest'anno "La natura dell'uomo è rapporto con l'infinito". Insomma, non di soli "tunnel" vive l'uomo, e la vera crisi può essere, in definitiva, solo esistenziale. Papa Benedetto XVI scrive al Vescovo di Rimini una lettera per augurare un proficuo svolgimento dell'incontro e osserva quanto il tema scelto per quest'anno risulti "particolarmente significativo in vista dell'ormai imminente inizio dell''Anno della fede', che ho voluto indire in occasione del Cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II". Scrive il Santo Padre: "Parlare dell'uomo e del suo anelito all'infinito significa innanzitutto riconoscere il suo rapporto costitutivo con il Creatore. L'uomo è una creatura di Dio. Oggi questa parola – creatura – sembra quasi passata di moda: si preferisce pensare all'uomo come ad un essere compiuto in se stesso e artefice assoluto del proprio destino. La considerazione dell'uomo come creatura appare 'scomoda' poiché implica un riferimento essenziale a qualcosa d'altro o meglio, a Qualcun altro – non gestibile dall'uomo – che entra a definire in modo essenziale la sua identità; un'identità relazionale, il cui primo dato è la dipendenza originaria e ontologica da Colui che ci ha voluti e ci ha creati. Eppure questa dipendenza, da cui l'uomo moderno e contemporaneo tenta di affrancarsi, non solo non nasconde o diminuisce, ma rivela in modo luminoso la grandezza e la dignità suprema dell'uomo, chiamato alla vita per entrare in rapporto con la Vita stessa, con Dio". Papa Benedetto XVI continua a meditare sull'argomento in modo avvincente, come si può leggere nell'integralità della lettera spedita al Vescovo di Rimini Monsignor Francesco Lambiasi . C'è un passo molto interessante in cui il Papa afferma: "Riconoscere di essere fatti per l'infinito significa percorrere un cammino di purificazione da quelli che abbiamo chiamato 'falsi infiniti', un cammino di conversione del cuore e della mente. Occorre sradicare tutte le false promesse di infinito che seducono l'uomo e lo rendono schiavo. Per ritrovare veramente se stesso e la propria identità, per vivere all'altezza del proprio essere, l'uomo deve tornare a riconoscersi creatura, dipendente da Dio. Al riconoscimento di questa dipendenza – che nel profondo è la gioiosa scoperta di essere figli di Dio – è legata la possibilità di una vita veramente libera e piena". Citando San Paolo il Santo Padre osserva che "il punto fondamentale (...) non è eliminare la dipendenza, che è costitutiva dell'uomo, ma indirizzarla verso Colui che solo può rendere veramente liberi". Così il Papa risponde ad una domanda cruciale: "Non è forse strutturalmente impossibile all'uomo vivere all'altezza della propria natura? E non è forse una condanna questo anelito verso l'infinito che egli avverte senza mai poterlo soddisfare totalmente? Questo interrogativo ci porta direttamente al cuore del cristianesimo. L'Infinito stesso, infatti, per farsi risposta che l'uomo possa sperimentare, ha assunto una forma finita. Dall'Incarnazione, dal momento in cui il Verbo si è fatto carne, è cancellata l'incolmabile distanza tra finito e infinito: il Dio eterno e infinito ha lasciato il suo Cielo ed è entrato nel tempo, si è immerso nella finitezza umana. Nulla allora è banale o insignificante nel cammino della vita e del mondo. L'uomo è fatto per un Dio infinito che è diventato carne, che ha assunto la nostra umanità per attirarla alle altezze del suo essere divino".

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